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Ferie 2009

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L’etichetta di questo post dovrebbe spiegarvi tutto.

Non ricordate?

Va bene faccio un riassunto per i nuovi lettori.

Mando il pc in ferie, sperando che non faccia come lo scorso anno che mi è toccato portarlo in revisione, ma meglio non pensarci.

Io rimango a CàResto quest’anno.

Ma la pausa dal blog la prendo lo stesso.
Perchè sono a casa dal lavoro, lo so non parlo solo di quello, ma sovente, tipo ieri.
A proposito, tutto bene.

E per fare davvero le ferie non userò internet per tutto agosto.

Un mesetto di disintossicazione.
E quando questo post verrà letto credo che sentirò tutta una serie di mormorii.

“Oh no di nuovo!”
“Accidenti ricomincia!”
“Spengo il cellulare!”

Eh già, perchè io durante i periodi senza internet mando più messaggi del solito.
E già ne mando parecchi.

Va bene gente non vi prometto niente, ma cercherò di mandare in ferie anche il cellulare.
Siete più contenti ora?

Diamine… l’ho sentito persino io il sospiro di sollievo che hanno tirato i numeri che hai in rubrica!

Sempre simpatica Enza Cosci, te in ferie mai vero?

Ah… spero di farcela a programmare qualche post per il mese di agosto.
Giusto per fare un poco di compagnia a chi non puo andare in ferie dal pc.

Ma anche in questo caso: Non vi faccio promesse.

Scontri

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Hanno litigato.
È già accaduto in passato, stavolta la cosa è grossa.
Stavolta non si torna indietro, dicono.

Io proprio per gli avvenimenti passati mi prendo un po’ di tempo.
Perchè qualsiasi reazione potrebbe essere poi usata contro di me.

“Ah ma te mi avevi detto che…”
“Ah però tu dicevi che pensavi…”

Giammai, sbrigatevele da soli le vostre faccende.
Siete adulti(Mah!), vaccinati(Spero), consapevoli(forse).
Io non do mai consigli, vi ritengo in grado di sbagliare da soli.

Di che parlo?
Solo di una cosa successa tempo fa.
Era nell’aria e ora il vaso era colmo e l’ultima goccia ha fatto traboccare, temo anche un po’ di buon senso, se mai ce ne era stato.

Che sia veramente l’ultimo post sull’argomento?
Ve lo dico tra un mese.
Se sopravvivo al post, ovviamente.

^_^

Mai zitta vero?

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Sono quasi le nove.
Il capo è passato da un pezzo con le consegne agli altri.
Da me niente.

Vero che il mio lavoro ce l’ho, quindi canticchiando tra me e me anatemi vari, Goodbye e Vecchio scarpone, versioni revisionate e corrette con adattamente personali, sia chiaro, son perfetti.

Il capo passa anche da me.
Io, biscetta velenosa con tendenze latenti verso la disoccupazione, invece di tacere ed aspettare rispettosamente che mi si dica che debbo fare, lo interpello immediatamente.
“Lavoriamo anche domani?”
“Volevo finire oggi!”
“E io che speravo di essere dentro anche venerdì!”

Mi da le consegne, e dopo un po’ ritorna.(Ah sorrideva…e io ho iniziato a tremare!)

“Visto che sei tanto contenta, domani entri.”

Ora… ma io mi domando e mai possibile che solo quando scherzo mi pigliano sul serio?

Oh sia chiaro ben felice che vi sia lavoro, non è un lamento, sì va piccolino dai.

E no, non è che entro da sola, saremo solo in pochi, e poca brigata vita beata io non l’ho quasi mai condiviso.

Domani vi dico che la giornata rientrava nel quasi.
Ma sono ottimista…dicono che faccia tendenza di sti tempi.

La regola delle tre I? Ironia Ironia Ironia.
Questa la capiscono solo i jagoffili e chi ricorda la regola delle tre D: disciplina, disciplina disciplina… quella in cui son carente quasi sempre!

Ma siamo davvero così bigotti? Sì, ma solo se conviene.

4 commenti

Qualche mese fa la notizia che facebook aveva cancellato delle foto di alcune madri che si erano fotografate mentre allattavano i loro bambini, ricordo che vi scrissi anche un post.

Oggi questo.
Una madre invitata a non allattare la figlia al ristorante.

Mi domando come sia possibile essere sconvolti dal vedere un bambino che mangia.

Il titolo e il solo se conviene?

Ecco diciamo che se quell albergatore* non avesse la fila di gente che vuole entrare da lui, sarebbe obbligato a trattare molto meglio tutti i clienti.

Non solo quelli senza figli neonati!

E adesso passo la palla alle mamme del web che magari hanno letto la notizia.
Che tanto io di sti argomenti che ne so… come mi dissero certi geni, da me mandati a stendere, non eufemisticamente, in tre secondi netti.

Essere viperette velenose a volte è indispensabile per la propria soppravivvenza.
Garantito.

Se avete pazienza, e senso dell’ironia sennò certi non li reggete, andate anche a vedere i commenti all’articolo.

*
La mia opinione è basata solo sull’articolo letto, letto per intero, non su conoscenza personale, mai stata a Madonna di Campiglio.


Aggiungo dopo la lettura di tutti i commenti.

Certo che a leggere che alcuni commentatori invitavano la donna ad allattare in gabinetto è stato proprio il colmo…spero per loro che volessero solo provocare le risposte sconcertate degli altri.
Boh…

Se parlavano sul serio son messi male, persino peggio di quelli a cui da fastidio vedere un pargolo che mangia.
Perchè a uno può anche non piacere mica dico di no, ma da lì a mandare una madre ad allattare nel cesso ce ne corre.

Scusate la terminologia un po’ scurrile, ma non dovrei avere dei lettori troppo ipersensibili, e se ci sono… eh beh peggio per loro.

Questo non era un post per voi.

E se non gli sta dietro lui…

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…figuriamoci gli altri!

Mi ha fatto scappar da ridere questa notizia

No, niente riassunto, leggetevela da soli, che devo lasciare il pc a mio fratello, le mail oggi se le sbriga da solo!

Lo avevo detto che poi spiegavo!

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Era venerdì scorso quando vi ho passato questo dicendovi poi spiego.

Ora a distanza di qualche giorno non son poi certa di volermi lanciare in cervellotiche spiegazioni.

Provate solo ad immaginarvi la temperatura che può esserci in fabbrica e meno male che non lavoro in fonderia -fratello e zio docet.

Per cui un riferimento all’Africa poteva anche starci.

Settimana scorsa poi facevo due dieci, e se al mattino si può contare su una leggera frescura, di giorno pieno te la scordi, ed alla sera parte anche l’invasione di zanzare.

Poi il filato, con colori dai nomi evocativi.

E non Aubergine per dire violetto o Fumé per dire grigio.
No erano cose cose come savana, foresta, deserto… dite che era solo un caso?

Probabile, ma è stato d’ispirazione e mi sono messa a cercare qualcosa di adatto, quando sono incappata in quel video con quella musica.
Non ho resistito.

Per poi fischiettare il motivetto di Nata Lbera per tutta la giornata, facendo sorgere -a collega che vedeva come me Dexter- qualche dubbio per la sua incolumità.
Da li la precisazione.

Evidentemente non vedeva Nata Libera, o avrebbe colto, forse.

Buona settimana.

(Chissà che colore ho tra le mani quando si posta questo?… ve lo dico domani!)

Il lato positivo, parte seconda.

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La prima parte era stato il post di sabato sui quattrini non persi.

La seconda è stata causata da un sms ricevuto da un’amica questa mattina.
Mi ha invitato da lei.

Non potrò andarci, ma è bello sapere che puoi contare sempre sugli amici.
Se poi ti danno anche delle belle notizie che non c’entrano un tubo con le ferie, ma ti fanno sentire tanto bene è ancora meglio.

Grazie di esserci.
Sempre.
Negli ultimi dieci anni il piccolo filo invece di spezzarsi per la lontananza si è ispessito ed irrobustito.
Ormai è una corda che ora una ora l’altra tiriamo per inviarci notizie, per condividere le gioie, per semplici saluti.

Dedicato alla mia amica di penna, quella che i miei papiri li riceveva via posta lumaca su carta, ben prima che iniziassi a inviare sms o mail, o a pasticciare su internet.

Un abbraccio.

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