Sono quasi le nove.
Il capo è passato da un pezzo con le consegne agli altri.
Da me niente.

Vero che il mio lavoro ce l’ho, quindi canticchiando tra me e me anatemi vari, Goodbye e Vecchio scarpone, versioni revisionate e corrette con adattamente personali, sia chiaro, son perfetti.

Il capo passa anche da me.
Io, biscetta velenosa con tendenze latenti verso la disoccupazione, invece di tacere ed aspettare rispettosamente che mi si dica che debbo fare, lo interpello immediatamente.
“Lavoriamo anche domani?”
“Volevo finire oggi!”
“E io che speravo di essere dentro anche venerdì!”

Mi da le consegne, e dopo un po’ ritorna.(Ah sorrideva…e io ho iniziato a tremare!)

“Visto che sei tanto contenta, domani entri.”

Ora… ma io mi domando e mai possibile che solo quando scherzo mi pigliano sul serio?

Oh sia chiaro ben felice che vi sia lavoro, non è un lamento, sì va piccolino dai.

E no, non è che entro da sola, saremo solo in pochi, e poca brigata vita beata io non l’ho quasi mai condiviso.

Domani vi dico che la giornata rientrava nel quasi.
Ma sono ottimista…dicono che faccia tendenza di sti tempi.

La regola delle tre I? Ironia Ironia Ironia.
Questa la capiscono solo i jagoffili e chi ricorda la regola delle tre D: disciplina, disciplina disciplina… quella in cui son carente quasi sempre!