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In tema…

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…di Halloween questo video.

Allora sono scene dalla sesta serie di Criminal Minds, erano troppo belle perché aspettassi l’anno prossimo.
E poi… non vi dice niente sul caso.
Ma se non volete rovinarvi la visione della versione doppiata, anche se Jack con il doppiaggio diventa una lagna povera creatura, non guardatelo.

E non dite che non vi ho avvisati!

Soglie!

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Uh varcata la soglia dei sessanta post in un mese, sì contando le segnalazioni di una riga e le autocitazioni come questo.

E pure quella dei 400 post annuali.
E non è ancora novembre!

Ah… sì siamo in due.
Ma la mia collega di blog ha scritto tre post, forse quattro.

Per ora.

Buon senso?

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Premessa: se posso io evito di prendere medicine.
Tranne quando me le prescrive il medico, guarda un po’ dovrebbe essere quello il senso, no?
Il dottore prescrive la cura e uno la segue, magari facendo giusto quelle domande sugli effetti collaterali.
Perchè a leggere certe cose:
Io da anni, decine, non utilizzo farmaci nonostante per svariati motivi me li abbiano prescritti.

A me viene in mente che manchi un po’ di buon senso, andate a leggere l’intera lettera prima di qualsiasi replica, grazie.
Allora un conto è non voler prendere troppi farmaci, ma quando sei in cura per qualcosa, poi non puoi accusare di malasanità se tu per primo non prendi quello che viene prescritto.
Mia madre coi suoi malanni è una vita che prende medicine, e di alcune deve prendere altri farmaci per aiutare lo stomaco a reggerle.
Ma qualche giorno fa l’ho riaccompagnata all’ennesima visita, e dove era lei ci stavano un sacco di altre persone con il suo stesso male, c’era gente che aveva rifiutato una terapia e che si lamentava perché peggiorava.
Lei non sta certo bene, ma stava meglio di loro, e di sicuro non si sogna di lamentarsi, ma ha seguito le indicazioni dei medici.
Certo quello che prende avrà delle controindicazioni a lungo termine, come tutte le cose.
O magari nel seguire lei e i tanti come lei che stanno seguendo la cura…scopriranno altre cose che rallenteranno il decorso della malattia, ed anche medicine migliori con meno effetti collaterali.

Una via di mezzo?
No dico, dal prendere subito un antibiotico, anche solo per un po’ di mal di gola, al seguire le indicazioni del medico senza porsi nessuna domanda… non dovrebbe starci un po’ di buon senso?
Ed anche una volta che ci si pone delle domande, quando le risposte arrivano, non le si dovrebbe ascoltare?

Un esempio, tra le tante cure mia madre ne seguiva una, letto il bugiardino… sì il foglietto che sta nelle scatole dei medicinali, si è accorta che uno dei componenti agiva in contrasto con un altra cura che faceva.
Ha chiamato il dottore a cui era sfuggita la cosa, capita sono esseri umani ok?
Che le ha detto di non prenderla.
Poi con l’altro medico, oh malanni diversi medici diversi, hanno concertato una cura che non contrastasse l’altra. 
Ecco, non è che si fa che trangugiare medicine solo perché lo dice il dottore, si domanda, si chiede e si trovano soluzioni.

Lo confesso sono allibita che non sia stato dedicata una riga di risposta da parte di Severgnini, io sono solo un’operaia cassintegrata, mia madre non ha manco la licenza elementare, ma una riga per dire:
Scusi, ma se lei non prende le medicine che le assegnano poi cosa racconta al medico che la tiene in cura?
Sul decorso, sui sintomi, sulle controindicazioni.
Niente… va bene così.

A me no.

Tiro mancino…

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… quello di passarmi la palla a tradimento, canaglia che sei.
Che dire? La campagna lanciata in Ticino mi ha un po’ irritata (mi piacciono tanto gli eufemismi), perché grazie ai soliti furbacchioni facciamo la figura degli ignoranti e degli ingrati.
Ma si sa, fare leva sui sentimenti popolari con messaggi diretti e superficiali è un trucco vecchio come il mondo. D’altra parte in Ticino non abbiamo l’esclusiva, infatti oltre frontiera hanno pensato bene di riprendere l’idea adattandola a un contesto regionale.
Quando escono queste campagne ho sempre un po’ l’impressione che ci prendano tutti per imbecilli. Già me li vedo, i geni al lavoro: “elaboriamo un concetto semplice e diretto,con dei bei disegnini colorati, così la gente capisce.”
Eh certo, perché un discorso costruito e costruttivo invece non lo capirebbe nessuno.
Il lettore di Severgnini sbaglia a puntare il dito contro l’Italia, la campagna dei topi si scaglia anche contro romeni e altri, ma questo ha dato meno fastidio, chissà perché? E comunque sia il problema non sta mica da quella parte della frontiera, ma da questa, e si chiama dumping salariale.
Eh già! Qui casca l’asino! Perché dopo qualche giorno di confusione sulla paternità della genialata pubblicitaria, i promotori sono usciti allo scoperto gongolanti per il “successo” ottenuto. “Obiettivo raggiunto!” hanno annunciato tronfi, pur dichiarandosi ovviamente dispiaciuti – e anche un po’ stupiti – per la piega che ha assunto la faccenda a causa dei malintesi e delle solite interpretazioni. Già, infatti hanno dovuto spiegare che in realtà il loro scopo era attirare l’attenzione sul problema del dumping salariale e quindi biasimare i datori di lavoro (svizzeri) che assumono frontalieri.
Ah! Logico! Si vede che il pifferaio magico (con t-shirt rossocrociata) che avevano previsto di piazzare sui manifesti se l’è data a gambe prima di andare in stampa! E che certe altri commenti sui manifesti si sono aggiunti da soli. Mah.
Trovo vigliacco questo tipo di approccio, ma alla fine mi vien da dire che forse questa cosa va presa per quello che è: una sparata del centro-destra per scaldarsi la voce in vista delle elezioni di aprile. Checché ne dicano i promotori della campagna.
Comunque sia non lo nego mica: ai ticinesi non piace essere scambiati per italiani, così come i romandi non vogliono essere presi per francesi e gli svizzero tedeschi fanno di tutto per distinguersi dai germanici. Ma tutto il mondo è paese, no?
Quando con Rabb-it si è pensato di fare un post su questa faccenda, mi è venuta in mente la pubblicità di un noto formaggio svizzero in cui un tedesco (biondo, occhi azzurri, non proprio un adone) cerca di carpire a due alpigiani appenzellesi la ricetta segreta della salamoia alle erbe che rende il formaggio unico.
Ebbene, seduto in mezzo ai due stoici montanari, il biondo teutonico afferma sospirando: “certo che se avessimo la ricetta segreta, noi tedeschi ce ne staremmo tutti in Germania!”.
E la gente ci ha riso su. Tedeschi compresi. Pensa te che roba!

Diffidate…

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…delle copie.
Potrebbe essere il titolo di una campagna contro i falsi, ma no, non si parla di falsari… non oggi almeno.

Si tratta solo della segnalazione di un tweet di AJ Cook.
In cui avvisa i fan: lei non ha una pagina su facebook*.

E lo dice a chiare lettere, messaggio orginale di AJ Cook:
I DO NOT HAVE A FACEBOOK PAGE. This twitter account is the only official thing I have. So beware of impostors. Spread the word.

*
La cosa comica, di questo pezzo è la seguente: usando il traduttore online che sta la a sinistra, chiedendo che lo metta in inglese… non mi legge il NON è diventa: lei ha una pagina.
E diamine, belli vero i traduttori online? Una meraviglia.

Promemoria

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Torna l’ora solare e come ogni anno, tornano le solite polemiche tra i pro e i contro.
Come quì.

Intanto ricordatevi di mettere a posto l’orologio, si tira indietro di un’ora.
Per chi non avesse aperto il link segnalato.

Sembrava facile…

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… invece non lo era per niente.
Qualche settimana fa:
Buongiorno, vorrei farle alcune domande su una polemica sorta nei giorni scorsi riguardo ad una campagna pubblicitaria elvetica, la cosa le crea problemi?
No, chieda pure, al massimo le chiederò di leggere l’intervista prima che la pubblichi.
Ovviamente, lo davo per scontato, sa non faccio la giornalista, ho solo quel blog a cui so ha dato un’occhiata giorni fa, il pezzo andrebbe online lì sopra.
Ottimo, La tana di Rabb-it, giusto? Topi e conigli, sempre roditori.
Veramente i conigli non sono roditori, ma lagomorfi.
Lei è sempre così pignola?
Anche peggio, pensa sarà un problema?
Non lo so, vedremo.

Continua… anzi no.

Qualche giorno fa:
L’intervista era iniziata con le migliori intenzioni di ironizzare sull’argomento.
Un botta e risposta tra un’italiana e una svizzera.
Ma mano a mano che ci si addentrava nel discorso l’ironia spariva, c’era davvero poco da ridere, direi niente.
Ed è rimasta lì in attesa.
Tanto non scappa.
Però non arrivava mai l’idea per parlare della cosa, come ci era venuto d’acchito una sera su MSN.
Cos’era stato?
L’oroscopo cinese?
Una battuta sul formaggio?
Non me lo ricordo più com’era iniziata.
Forse è meglio dedicarsi ad altro e non insistere, quando non viene di getto, a volte, lasciar perdere è utile.
Poi chissà se ci viene di meglio possiamo sempre linkare il post e riprendere.
O anche no.
Forse ha detto a sufficienza e bene questo lettore di Severgnini.

O forse verrà aggiunto qualcosa poi…a te la palla!

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