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Vecchie abitudini

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Tra la fine degli anni settanta e primi anni ottanta raccoglievo la moneta che mio fratello seminava per casa.
Sia chiaro a lui dava noia tenerla in tasca e la lasciava dove sapeva che io l’avrei vista e messa nel salvadanaio non è che lo derubavo eh, quando poi il salvadanaio era pieno, in media una volta all’anno, li contavo e poi scendevo al bar che stava sotto casa a chiedere se volevano un po’ di moneta ovviamente in cambio della versione cartacea.
E buona parte tornava in tasca a mio fratello, mica tutti non erano mica tutte sue le monete.
Sì va bene qualche mille lire devo avergliele prese nel corso degli anni.
Confesso.

Ora.
L’abitudine a non tenere troppa moneta in tasca non la ha mai persa e io continuo a servirgli come cambiavaluta.
Gli ho chiesto come mai chiede sempre a me di cambiargli la moneta e la risposta è stata:
“Sai com’è vecchie abitudini.”
Ieri mi ha messo in mano un portamonete e mi ha chiesto 10€, visto il peso mi sono detta che male che andava ero pari e glieli ho dati.
Non ero pari, ce ne erano oltre 13 e quando se ne è accorto si è un poco seccato e io:
“Sai com’è… vecchie abitudini!”

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Che fai domani? BOh!

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Quando venerdì scorso mi domandavano che avrei fatto nel fine settimana non ho mai mentito.

Mi limitavo a dire BOh, che se uno toglie la H è la targa di Bologna!

Io sabato mi sono fatta un giretto di svariate ore di treno, giusto per esserci alla presentazione del libro di Elasti!

Ce l’ho finalmente fatta, ora posso dire di averla incontrata.

Perchè non lo dicevo chiaro cosa andavo a fare?
Perchè nel corso dei mesi lo avevo detto tante volte che sarei andata, e poi niente, che non volevo di nuovo far la figuraccia di parlare e poi mancare.

Perchè sapevo che a me stare in treno anche per ore in solitudine non pesa, non finché posso tediare il prossimo di papiri via sms.
Perchè volevo esserci e basta.

Unica eccezione ho avvisato un paio di persone che conosco che abitano nei paraggi, che so ci sarebbero rimasti male da una mia gita a Bologna senza avvisare, ma o erano impegnati, o non stavano bene, o non hanno manco risposto.

Premetto che chi non ha manco risposto mi è parso un po’ cafone, ma forse non ha ricevuto la mail; mi spiace per chi non stava bene, spero vada meglio a breve; e chi era impegnato non si preoccupi, prossima volta che scendo in Emilia-Romagna avviso prima.

Buona settimana.

Sudati risparmi perché per non spendere troppo mi sono organizzata con i regionali, tutto bene come coincidenze e cambi, ma sono dovuta scappare via a presentazione appena conclusa… avessi intaccato un pelino di risparmi e preso un biglietto un filo più caro potevo fermarmi di più!

33 euro e rotti contro 11? ma quando mai!
Almeno ho avuto tutto il tempo di leggermi tutto il libro durante il tragitto!

Già… la volpe con l’uva!

Senso del tempo? una questione personale!

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Oggi è stato esilarante.
Allora io di finanza non ne capisco un tubo, ma un libretto di risparmio ce l’ho, così una volta ogni tre/quattro mesi vado a vedere se i miei sudati soldini ci sono ancora tutti.

Fatalismo bello e buono, andare più spesso sarebbe deleterio.
Oggi visto che erano quasi sei mesi che non andavo a controllare, eufemismo per dire che non avevo nulla da mettere da parte, io formichina previdente sono, spero.

Sta di fatto che mi sono diretta alla banca.
Sono arrivata li davanti e non c’era… per una frazione di secondo è stato panico:
“Oddio è fallita e non lo sapevo?”

Passata la frazione mi son resa conto che non poteva essere, avrei sentito qualcuno parlarne.
Tenete conto che in quella piazza passo un paio di volte a settimana, ma visto che non dovevo andar nella banca, non vi badavo.

Vedo un negoziante e gli chiedo:
“Dove hanno trasferito la banca che era lì?”

Risata dell’uomo.
“AH AH AH
Ma è più di un anno che l’hanno spostata… ora sta******”

“Grazie, un anno? Caspita va bene che ci vengo poco, ma un anno? Buongiorno”

Mi allontano nella direzione indicatami e sto dubitando in maniera assurda della mia memoria.
Mugugno tra me e me che non può essere passato un intero anno senza che io me ne accorgessi.
Che lo so che sono tonta, ma un anno no, non può essere.
Ma il dubbio c’è e quando entro nella nuova sede non resisto e domando alla cassiera da quando si sono trasferiti.

“E’ molto che avete cambiato sede?”

Riflette un istante e mi risponde.
“Da luglio”

(NO non dello scorso anno, QUESTO)

“Ah, cavolo prima una persona mi ha detto da oltre un anno.”
Nel frattempo sto firmando il modulo del versamento. Sì questo mese ce l’ho fatta a mettere da parte qualche euro.

Lei termina il lavoro e mi sorride.
“Un senso del tempo un po’ distorto quella persona. Buongiorno”
“Già. Grazie, Buongiorno.”

Un anno… da tre mesi ad un anno!
Ora io capisco che magari voleva dire un sacco di tempo, ma sarebbe bastato dire sono mesi che si è trasferita.
A meno che… non abbia festeggiato il capodanno da poco.

O come molti non conti gli anni da settembre ad agosto, lo faccio anche io… ma sul lavoro indicando le annate lavorative, o forse, patito di calcio, i vari campionati vanno da settembre a maggio…

Insomma la prossima volta che incontro quella persona glielo domando.

Però ho imparato un altra cosa, che fa molto House e questa battuta la capiscono solo quelli che vedono, o vedevano, quel telefilm:

“Non dovrei dubitare di me così spesso!”*

*
D’accordo lui dice “Non devo mai dubitare di me stesso.”

Pignoli!