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La telefonata…

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… non è ancora arrivata.
In compenso sono quasi esplosa per altro.
Vedo una persona che parcheggia sulle strisce pedonali, dove non deve parcheggiare nessuno nemmeno se ha un permesso per disabili, quindi non mi curo nemmeno di guardare se ha il suddetto permesso o meno lì nessuno deve mettere la macchina, punto.
Lo faccio presente alla persona quando apre la portiera dell’auto: “Guardi che lì non è parcheggio, non può lasciare quì la macchina.”
“Tanto devo solo andare lì un minuto.”
Mi guardo in giro, di parcheggi liberi* e non sono nemmeno a pagamento ce ne sono, quindi è proprio solo il fatto di averci la macchina a meno di dieci metri che conta e mi irrito un poco. (Non che il fatto dei parcheggi a pagamento sia una scusante dalla maleducazione, ma teniamola buona come attenuante.)
“Scusi, forse non mi sono spiegata, lì non devono essere messe macchine mai, nemmeno per un minuto.”
“Ma si calmi un po’ eh!”
E se ne va lasciando la macchina lì, e ridendo della sottoscritta con chi incontra due metri più in la indicando la povera nevrotica che ha pretese assurde. Sì avere rispetto per le regole è assurdo per certi soggetti.
Ora il “si calmi” visto che ho un tono di voce un po’ stridulo, lo posso anche capire. (Mica tanto, ma faccio finta di sì, va bene?)
Ma la presa in giro quando TU: pezzo di idiota (Unisex non ve lo dico se era un uomo o una donna!) stai facendo una cosa sbagliata per cui sarebbe il caso che ti arrivasse pure una multa… ecco quello no.
La tentazione di fare una bella foto alla macchina e di postarla sul mio blog la ho avuta.
Ma temo che le questioni sulla privacy mi metterebbero nei guai.
Però questa persona farà bene a sperare che non mi ricapiti a tiro.
E no, la macchina non era un SUV… visto che molti hanno la tendenza a dire che sono quelli che guidano i SUV ad essere cafoni… è eccessivamente generico i cafoni esistono anche con le 126 o le 500.
No, non era una 126!
Meglio che lo preciso, non ce ne sono molte in giro vuoi mai che metto nei guai quelli che le guidano?
*Ho precisato la cosa dei parcheggi per una sola ragione, non giustifico, ma capisco(poco, molto poco sono poco tollerante con mia madre figuriamoci con gli estranei!) chi non essendoci un solo parcheggio si ferma corre a sbrigare la cosa più veloce che può e si sente anche una merdina mentre lo fa, però con tutti i posti liberi lo ho veramente trovato un comportamento arrogante e maleducato, anche se poco ma sicuro quella maleducata per la persona in questione sarà certamente io.
E se lo racconta nel suo blog posso anche immaginare i toni.

Avevo da consegnare una cosa in ufficio, dieci secondi netti tra il salire le scale e scendere e ho parcheggiato un po’ come capita, ma sono di corsa. E trovo questa isterica che mi dice che lì non è un parcheggio.

Ma fatti i cavoli tuoi. Sono di fretta io.

E mi domando se si mettano mai nei panni di chi arriva davanti alle strisce pedonali, magari su una carrozzina o usando un deambulatore, e non può passare visto che a destra e a sinistra delle strisce ci sono auto parcheggiate e sulle strisce pure… e tutto perché altri hanno fretta.
No, non lo dico perché ora ho spesso a che fare con persona con problemi di deambulazione era una cosa che mi dava noia fin da bambina e senza manco sapere che in altri paesi c’è un altro rispetto per le regole e per le persone.
Figuriamoci dopo aver scoperto che altrove la persona di sopra sarebbe stata multata senza colpo ferire altro che dire a me di calmarmi.
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Dell’argomento io ne ho già parlato tempo fa con tanto di foto all’album, ma non vi segnalo il post sul mio blog stavolta, infatti non ci sta l’etichetta autocitazione.
Il fatto è che vorrei che leggeste tutti i link che vi sottopongo oggi, con attenzione.
Grazie.
Però io mi domando: non farebbero prima a chiamare i vigili e far mettere loro la multa invece che stanno lì a far foto per il piacere di vedersi pubblicare da Severgnini?
Giusto la mia opinione personale eh.
Se poi gli capita come a me all’inizio della settimana?
Con il segnale per terra che non corrispondeva più ad un parcheggio disabili?
Va bene è una provocazione per farsi sentire da chi di dovere, magari è la volta buona che si sradica un malcostume. Chissà!

25+1 aka Polentagraben

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Qualche giorno fa mi hanno chiesto che fine avevo fatto e come mai non scrivo più. Beh, in parte è sicuramente perché mi pare di non avere niente da dire, oppure se qualcosa da dire c’è qualcun altro lo ha fatto prima e meglio di me.

Oggi però un paio di parole le vorrei spendere. Anche se pian pianino quello che fino a ieri si sussurrava per rispetto delle circostanze o quasi per timore, oggi inizia ad avere un’eco.

Nell’attentato perpetrato il 28 aprile in un caffè di Marrakech hanno perso la vita 17 persone. E quella realtà che fino al giorno prima sembrava lontana per la prima volta ha scosso il Ticino: assieme a 8 francesi, 3 marocchini, un inglese, un canadese e un olandese sono morti anche 3 ragazzi ticinesi. Ma non è su questo che mi voglio soffermare, perché non ci sono parole per esprimere l’orrore e il senso di impotenza.

Nell’ultima settimana sono state mosse dure critiche alle istituzioni federali per la loro assenza e la mancanza di informazioni. Politici da cartolina! Berna però non è stata l’unica a restare quasi indifferente. Non a caso qui sopra ho parlato di vittime ticinesi e non svizzere, perché la stampa di oltre Gottardo ha praticamente ignorato la cosa. Proprio come se non li riguardasse.
No, questa volta la sindrome di Calimero non c’entra, non sono le solite sparate di un cantone indolente e viziato o di partiti a caccia di consensi. Il fatto è che il Ticino piange i suoi ragazzi e lo fa da solo. E io lo trovo inammissibile e vergognoso.
Ogni anno puntualmente i quotidiani svizzerotedeschi trovano il tempo e lo spazio per raccomandare ai loro lettori di non scendere in Ticino per il weekend pasquale causa meteo sfavorevole e nel momento in cui il paese dovrebbe essere unito più che mai… NIENTE? Ma a voi pare una cosa normale?

In circostanze come questa le nazioni non hanno confini, ogni vittima è cittadina del mondo. Così credevo. Evidentemente Svizzera tedesca e romanda fanno eccezione. Che vergogna! E che delusione! Siamo come una goccia d’olio sul pelo dell’acqua: il legame e il senso di appartenenza al nostro paese non mancano, ma sembrano non bastare mai. A volte si ha proprio l’impressione che la Svizzera sia composta da 25 cantoni più il Ticino.

So che l’argomento non interessa la maggior parte dei lettori del blog, ma queste cose mi fanno incazzare e ogni tanto vanno dette.

Prima che me ne scordo

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Vi devo segnalare una cosa.

Mercoledì 26 gennaio su La7.
Verso le 21.00
Marco Paolini.

Da non perdere.

Furti autorizzati…

2 commenti

Stanotte vi ho solo parlato dell’incidente?
Ora vi aggiungo un paio di dettagli.
Vero che si è fatta male solo la macchina, ma quanto sono lunghi e ladri delle volte.

La macchina era da far demolire, e via contatta tizio, caio e un paio di semproni per un preventivo di spesa.
Arrivano con i preventivi e quando devono venirla a prendere, comunicano che ci sta anche l’IVA della fattura, una trentina di euro in più, e li mi viene spontaneo:
Ma perché non l’hai inserita nel preventivo?
Credevi di fare un lavoretto esentasse?

E poi perchè diamine non lo abbiamo per iscritto il preventivo?
Che solo a parole si sa che sono in pochi a rispettarli.

Un nervoso.
E sì certo le cose importanti sono altre, ma quando sul lavoro lo stipendio te lo danno, ma a fatica.
E tu devi subire questi furti, sapendo che se avessi detto: “niente fattura”

Questi magari facevano anche pagare 50 euro di meno, girano, vorticosamente come le pale di un elicottero.

E non puoi manco denunciarli, che tanto loro il prezzo precedente non lo hanno mai messo per iscritto da nessuna parte e tu non hai certo registrato le conversazioni.

Peccato, era un’ottima idea.
Ma quelle migliori mi vengono sempre troppo tardi!

Ah sì, sono passati un po’ di mesi, dovevo farmi sbollire il nervoso prima di scriverne.
Poi visto che non sbolliva, mi sono sfogata!

Ohhhhh!
Buona giornata gente.

Ecco…

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Ricordate, vi avevo promesso foto più recenti delle buche?

E già che c’ero ho anche ripreso il lavoro finito nel prato.

Sì le foto sono solo di una delle buche, ma ero un po’ di fretta, spero che la prossima segnalazione sia del cortile asfaltato, prima che qualcuno si faccia male.

E poi sarei io la menagramo?

AAA cercasi allarme antincendio…

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… da posizionarmi sulla schiena a mo di zainetto, così quando qualcuno dice qualcosa per cui piglio fuoco almeno vengono avvisati del pericolo che stanno correndo.

L’antefatto
Sto andando a casa ed incrocio una persona anziana, oh andiamo se uno ha trent’anni più di me è anziano, almeno anagraficamente parlando, diamine non è mica un insulto.

Insomma questa amabile persona al mio saluto risponde poco convinta, poi mi domanda dove abito, per la serie ogni tanto mi vede passar davanti a casa sua, che è di strada per andar alla mia e forse la curiosità ci sta, post fa si parlava degli andirivieni… eccomi!

Io le spiego dove sto e lei mi domanda se sono italiana… cacchio!
Non mi viene di dirle nulla di ironico, sono troppo spiazzata.
Mi esce un sì, ma come mai questa domanda?

E scopro che per questa persona, e chissà per quante altre, dove abito io è noto come un posto dove abitano solo stranieri.

E inizio ad irritarmi.
Con me stessa prima di tutto.
Perchè avrei dovuto dire a quella persona che se essere italiani è essere come lei mi sarei fatta dare la cittadinanza altrove molto volentieri.

Invece non mi sono uscite che poche frasi, anche se un bel: Che cavolo c’entra la nazionalità? mi è uscito.

Non contenta questa bella persona mi domanda pure se arrivo dal lavoro, e un bel ma lei i cavoli suoi mai? ci sarebbe stato, ma non ci sono riuscita.

Coniglio vigliacco che non sono altro.

Il giorno dopo

Sono in un negozio in coda per la spesa, una vecchina, zitti ha l’età della mia nonna se non di più, il termine è adatto, attacca bottone.
Lei mi conosce, io non mi ricordo di lei, ma la cosa non la frena.
Beata vecchiaia mi viene da pensare, puoi rompere al prossimo e questo per educazione a stendere non ti ci può mandare.

Però poi l’anziana signora fa un errore, e cercare di raccontarvelo senza farvi fare i cavoli suoi è dura, ma lei parlava a ruota libera, ed ad alta voce, in un negozio pieno di gente, gliene importerà qualcosa?

Insomma mi spiega che mesi prima per un intervento chirurgico le hanno praticato l’autotrasfusione, cioè quando prima vai a farti prelevare il tuo sangue e se poi serve te lo ridanno.
Fin qui non vi trovai nulla di particolare, infatti l’ascoltavo con un orecchio solo facendo giusto cenno che la stavo a sentire, ma lei se ne esce con lo spiegare perché lo ha fatto.

“Non volevo che mi dessero sangue di altri.”

E quella frase mi incuriosì, oddio io preferirei evitare gli ospedali in toto, ma quando hai una madre che è viva grazie solo a quegli altri che hanno donato il sangue, vari parenti donatori AVIS, e tu stessa lo daresti se potessi, certe frasi colpiscono.

Così le dico che capisco il timore, ma che il sangue viene analizzato attentamente e non deve spaventarsi, quando uno ha qualcosa che non va nel sangue non può donarlo, e stavo per fare il mio esempio, che però non scrivo, niente di grave o gravissimo, solo il mio sangue all’AVIS non lo vogliono. E faranno bene, credo.

Ma mi ha fermato, con una frase che credo mi resterà impressa a vita.

“NO, io non volevo che mi dessero il sangue di qualche marocchino.”

L’ho guardata con tutto il disgusto di cui ero capace, e stavolta non sono stata zitta.

“Ma che cosa c’entra la nazionalità? Una volta che è sano non vedo l’importanza del passaporto o delle orgini.”

E questa niente, ha ripetuto la stessa frase.

Non le ho più rivolto la parola, lasciandola monologare per un bel pezzo, e non pareva manco accorgersi che non la guardavo in faccia, che ero schifata e che non mi interessavano le sue opinioni di razzista di mer…coledì!

Fino a che non mi ha domandato dove abito ora, dato che non sto più nel posto dove lei mi aveva conosciuto da bimba, ve lo dicevo che mi conosceva.

Fregandomene dell’etichetta che vorrebbe che agli anziani non ci si rivolgesse in malo modo, le ho risposto bruscamente:

“Guardi abito proprio in un posto dove ci sono un po’ di famiglie marocchine che le piacciono tanto!”

“OH poverina!”

“NO, le assicuro, molto meglio dei marocchini,alcuni solo di orgine visto che ce ne sono che hanno la cittadinanza italiana quanto me, a certi italiani, si tenga pure per lei il compatimento che ne ha tanto bisogno!”

Silenzio di gelo.

Per fortuna nel frattempo ho fatto la spesa e me ne sono andata.

Facendo anche gli auguri.

E sì…settimana scorsa era proprio la settimana santa, per noi cattolici!


Epilogo

Ora capite che con un bell’allarme quella vecchina avrebbe capito che le conveniva cambiare discorso prima di finire incenerita dai miei strali.

E non so ancora bene che farò quando incontrerò di nuovo l’anziana del primo scambio culturar razzista… non ho dubbi che nella mia città vi siano tante buone e brave persone, ma quando in due giorni sbatti contro il razzismo di due diversi individui qualche dubbio sulla presunta bontà d’animo del prossimo ti viene.

Ed ho anche capito perché non mi ricordavo della seconda vecchina, nel senso che le brave persone che mi hanno lasciato dei bei ricordi io le rammento tutte, anche se ora non ci sono più, evidentemente lei non era tra quelle.

E debbo dire che non mi spiace di non sapere chi sia, la conoscenza è una bella cosa, ma certe volte ignorare è meglio.

Come so che lei mi conosceva? Si ricordava di mio nonno e mi ha domandato come stava la mia nonnina, quindi era probabilmente una persona che aveva abitato nei pressi di casa dei miei nonni, magari a Vintebbio.

O al Cascinone, condominio che sta tra Borgosesia e Valduggia, al bivio per Plello.
Dove abbiamo abitato per un po’ di anni!

Altrove no, negli altri cambi di casa di persone da dimenticare non è ho conosciute.
Almeno non che io sappia.

Quanti cambi?
Ehhhh abbastanza!

Mio nonno diceva che l’unico posto dove sapeva si sarebbe fermato era il camposanto, ma si sbagliava.
Pure lì lo hanno fatto traslocare.

Alla faccia del riposi in pace.

Però se dove è ora mio nonno mi ha vista e sentita so per certo che come si potrebbe essere vergognato della mia vigliaccheria del giorno prima, sicuramente è stato fiero di me il giorno dopo.

Piccole certezze che nessuno potrà mai togliermi.

Ah sì, volevo postarlo domani, dopo Pasquetta… ma poi ho preferito progammare questo post per Lunedì, lasciando in pace solo la Pasqua.

Sennò che marinaretto pestifero sarei?

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