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Il passato che ritorna?

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Sempre in tema di esercitazioni.
Oggi data un’occhiata ad un programma che avevo usato una volta molto tempo fa.
Per circa due anni, forse tre.
Non ho mai imparato come funzionasse e manco ci provo ora, sapevo usarlo solo  perché mi avevano fatto andare a memoria le tre cose che dovevo farci.
La domanda che sorge spontanea a certi miei colleghi di corso è: Ma te cosa sei venuta a fare qui?(Sì a quelli dei 30 minuti!)
La risposta a me viene altrettanto spontaneamente: Per far risultare su qualche pezzo di carta che lo so fare, o è solo la mia parola, che per certi vale… ma a livello di curriculum è… niente.
Ok in pratica non penso che servirà veramente, pessimismo acuto o semplice realismo, ma a volte mi illudo che possa servire a qualcosa.
O perlomeno cerco di far durare l’illusione fino alla fine del corso, o non ce la faccio mica a finirlo.
Devo avere un obiettivo.
Per quanto irrealizzabile.
Oh ma quanto tempo era che non usavo l’etichetta DDE?
Demolitirce di Entusiasmi.
Littizzetto docet.
Ma dici a te o…
Enza, dico anche a me, ma non solo.
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30 minuti…

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…no 25.
Era il limite massimo di tempo per cui a volte condividevo tempi e spazii con alcune persone.
C’erano quelli con cui era un piacere e che trovavi anche altrove.
C’erano quelli con cui era un calvario e di dicevi: meno male che è solo mezz’ora.
E ci si guardava bene dal frequentarli al di là degli obblighi.
Scarsa sopportazione reciproca.
E reciproca è la parola chiave, fidatevi sono consapevole della mia pesantezza
Ora come faccio che proprio con alcuni della seconda categoria mi trovo a dover passare parecchie ora in più?
Facile mi appoggio a quelli della prima categoria.
Che metteranno me nella seconda se non la pianto di stressarli.
^_^

Sono vivi, niente racconto…

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Oggi sbirciando uno dei periodici locali, leggo di un anziana signora che si diletta nello scrivere.
Molto bello il modo di presentarla, mi sta subito simpatica, fino a quando non ho letto queste righe:

“Stavo scrivendo un racconto su**** ma l’ho accantonato per ora perché sono ancora in vita alcune delle persone che nominerei.”

Signora mi sta forse dicendo che vuole evitare che le contestino quanto lei scriverà su di loro?
Forse farebbe meglio a scrivere quando ancora la possono leggere e non attendere che tocchi agli eredi difendere il nome di famiglia, mi è veramente caduta in basso.

Rileggerò meglio il pezzo, ma quella parte.
Mi fa venire voglia di cercarla per sapere se ha detto proprio così o se c’è stato un errore nella trascrizione, magari lei ha detto che non ha il permesso per scrivere dai diretti interessati, però mi suona strano.

Indagherò, e non pensate sia una cosa breve, avete presente il mio editoriale dal parco?
Ecco devo ancora scriverlo, e sono passati mesi.

Ah pensavate che non me ne ricordassi?
Macché ogni volta che capitavo nel parco ne aggiungevo mentalmente un pezzettino, è che non mi son mai ricordata di trascriverlo!

Prima o poi
Conoscendomi
Molto poi…

Yeah!!!

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Ok felicità può essere anche solo:
finalmente è finito dicembre!

Va bene, succede tutti gli anni dopo 31 giorni.
Ma che posso farci se a me l’arrivo di gennaio mette di buonumore?

Nulla!


Un saluto ad una persona molto speciale

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La foto di un orso come saluto dite che è un po’ anomala?

Non per la persona a cui è dedicato.

Che tempo fa mi disse che si sentiva molto “Orso”
e io mentre giravo per lo zoo di Roma lo fotografai l’orso e mandai seguente sms.

Prima o poi ti metto sul mio blog.
Non poteva certo immaginare a cosa mi riferissi.

Ora lo sa, forse.

Un abbraccio, da un marinaretto più pestifero del solito.

Quando ti senti troppo in modalità “Orso” pensa che almeno noi la gabbia un tentativo di scegliercela possiamo farlo, poi magari finiamo in una gabbia di matti, ma almeno ci possiamo provare, quello della foto no.

Dall’ultimo libro di Luciana Littizzetto

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Mesi fa ho letto l’ultimo libro di Luciana Littizzetto, Rivergination.
Da mesi le vorrei scrivere sul suo sito per farle i complimenti, ma mi son detta che era molto meglio prendere uno dei pezzi che mi ha fatto sorridere e riflettere, e lo propongo.
Perché ha ragione lei.
E proponendo questo suo pezzo mi voglio scusare, ma lo faccio con le parole di un’altra persona e non con le mie, perché lei sa far sorridere.
Con chi mi scuso?
Chi leggerà il pezzo capirà.
Ci sarà chi fraintenderà, ma non mi interessa. Non più.
Ci sarà chi non potrà ne capire ne fraintendere, magari prima o poi trovo le parole per spiegarmi da sola.
Per oggi lascio la parola ad una grande:
Da rivirgination, a pagina 66/67 per chi ha il libro in casa.
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I demolitori di entusiasmi
Non è semplice trovare motivi di felicità, ma c’è un piccolo espediente per sopravvivere alla sfiga.
Avvicinate il libro all’orecchio che ve lo dico: diserbate dalla vostra vita i demolitori di entusiasmi.
Io li chiamo così. I demolitori di entusiasmi sono quelli che di mestiere entrano nella tua vita a piedi uniti e ti distruggono quel micron di felicità che ancora ti resta. Quelli che di professione fanno i trovatori di pelo nell’uovo, categoria A freschissimo.
Ma non facciamo l’errore di confonderli con i pessimisti.
No, perché il pessimista una sua visione del mondo ce l’ha. Urenda, ma ce l’ha. Nera come un dark di notte, ma ce l’ha.
Il pessimista è uno che parte per una vacanza alle Mauritius e ha paura che arrivando là non troverà parcheggio.
Il demolitore di entusiasmi, invece, è molto peggio perché non ha convinzioni. E siccome non ne ha, distrugge le tue.
Il suo motto è: Non preoccuparti arriveranno tempi peggiori.
E’ quello che ti dice:
“Che bello questo taglio nuovo di capelli… peccato che riuscirai mai a pettinartelo da sola.”
Oppure vedendoti carica di sacchi di umido, carta e vetro differenziati, ti sorride pietoso e sospirando ti fa:
“Ancora ci credi? Beata ingenuità.”
Che distillato di odio.
Una circostanza in cui il DDE è particolarmente pernicioso è la questione casa.
Per far vedere la casa nuova a un demolitore di entusiasmi è meglio prima tracannarsi mezza bottiglia di Pampero, perché in uno stato di semiubriachezza gli strali fanno meno male.
Lo schifosone parte sempre con un apparente complimento:
“Bello…” Ma basta contare fino a tre che arriva la mazzata. Uno, due…e tre:
“Peccato che…” E parte l’elenco:
La facciata è orrenda, la scala è ripida, l’ascensore è soffocante, il tetto è fradicio di amianto, la cantina è umida, sotto il pavimento circolano fiumi di radon e il muro maestro c’ha una bella crepa. Sottile, per adesso, e sottolineo per adesso.
Io ho un amica così.
L’altro giorno è salita in terrazza e mi ha detto:
“Carino, c’è una bella vista, peccato che si vedano le gru.”
Eh certo. Torino è tutta un cantiere e anche da casa mia, guarda un po’, si vedono le gru.
Adesso telefono a Chiamparino e gli chiedo di toglierle, guardiana di oche.
Non parliamo poi di quando hai la disgrazia di averceli in macchina.
E’ una continua lamentela, perché tu, scentrata, fai la strada più lunga, con tutti i percorsi molto più brevi che ci sono.
Ma ammettiamo pure che sia così. Che la tangenziale è figatissima, perché percorri il perimetro di tutta la città dietro ad un TIR, ma eviti cinque semafori.
E se comunque a me, che sono cretina dalla nascita, piacesse fare la strada più lunga?Chettifrega.
Io voglio fare questo tragitto perché c’ho i miei appuntamenti.
Incontro una magnolia che d’estate, fiorita, leva il fiato, una casa antica con dei bow window che sono un sogno e un pezzettino di fiume che ad una certa ora del giorno brilla come l’argento.
Ma cosa lo dico a fare a te… arido parassita, tarlo del mio gioire.
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Ho sempre pensato a me come ad una pessimista cronica.
Ma forse dovrei chiedere agli altri se non è più azzeccata come definizione DDE.
Mentre trascrivevo il pezzo non pensavo a quando hanno demolito il mio di entusiasmo, sul lavoro, in casa, a scuola.
Ma a quando io ho demolito quello degli altri.
Insomma io ho una mia visione del MIO mondo:
IO sono al centro.
Ma solo perché gli ALTRI sono al centro del LORO.
A ognuno il suo.
Solo che se chi sta dall’altra parte ha bisogno di sentirsi al centro per gli altri, per stare bene, se sta vicino a me sta male di sicuro.
Quindi forse DDE è più azzeccato di pessimista.
Pazienza.
Gli altri potranno sempre star lontani, non è difficile; ma come faccio con la mia demolitrice di entusiasmo personale, me stessa medesima?
Facile, chiedo agli altri di tirarmi su di morale e di mandarmi a stendere SUBITO senza remore quando entro in modalità DDE.
Perché mica è detto che lo si faccia apposta.
Solo per davvero!

Interpretazioni, streghe e lurker!

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Errate interpretazioni, quando si capisce Roma per Toma!

Una piemontese che parla di toma nulla di strano, ma Roma che c’entra?

dissertazioni mie in otto ore a scaricare rocche… come dice uno noto pensare posso farlo ovunque, almeno finché non mi disturbano…e vi assicuro che sicuramente ragiono male, ma pensare penso parecchio…

poi scrivo a cervellino sconnesso come mi ha detto diverse volte un’amica.

Sì per me è tuttora mia amica, se dico cose per cui mi merito certe risposte poi posso anche non parlare mai più con quella persona, ma rimane mia amica lo stesso… son strana lo so!

dicevo, errate interpretazioni?

Allora a volte un mio post viene frainteso, e fin li nulla di strano devo ancora terminare la stesura del dizionario Italiese/Rabb-it/Italiacano!

Ma non è la non comprensione di un mio scritto che mi lascia stupita, no… è che non capiscono, e iniziano ad immagginare cosa potevo voler dire… e li partono le cose più assurde, che a volte sono azzecate notate bene!

faccio un esempio pratico:

Dico che non mi piacciono le persone che non dicono le cose in faccia, ma le alludono e si aspettano che tutti capiscano che alludono a voi!

Non è molto chiaro vero?

Ma ognuno da la sua interpretazione:

dal collega che crede che parlo di lui, o lei.
all’amico che pensa che me la sia presa per qualcosa

ognuno ha una sua versione di quello che ho scritto o detto.

alcuni domandano in privato, ma ce l’avevi con me?

Altri si fanno castelli incredibili di nulla… ma non lo sapranno forse mai…dato che mai domanderanno che intendevo dire!

e io magari mi ero solo alzata con la luna storta e ce l’avevo con tutti e nessuno.

Poi la variante, ci sono quelli con la coda di paglia che sanno di aver fatto qualcosa che potrebbe giustificare l’uscita velenosa, che si accendono e hanno due scelte, o dirvi papale papale che potete andare a stendere, o stare in silenziosa attesa per vedere la prossima mossa.

ah…la mia coda di paglia?

quando si accende illumina per km e km nella notte valsesiana!

SIIIIII

pure io fraintendo e parecchio

ma il comico è quando capitano cose come:

Sai tizio se l’è presa perché non sapeva che tu e caio…

ma porca miseria—> domandarmi semplicemente spiegati meglio?

NO… cerco il sottotesto di quello che hai scritto…

ora anche io lo cerco… ma mi definisco paranoica… quindi?

se invece di cercare cose che forse non ci sono, parlassi?

Ahem… no meglio immaginare e fraintendere… si sa l’immaginazione è una gran cosa!

Tentativo di spiegazione.
Ci ho provato!

A spiegare la storia delle interpretazioni, su internet e quindi per iscritto, alla mia collega, lei una volta si è definita una strega, dicendo di chiamarla Grimilde e io le ho detto, ecco vedi se lo dicessi in qualche forum o sito, chi è affetto come me da SOM,Sindrome da Ombelico del Mondo, e si fosse definito strega in un post, o ce lo avesse come indirizzo e-mail, penserebbe sta poarlando di me usando la scusa della collega…


e se invece ti cpaitasse di leggere un post in cui prendo in giro una persona che si firma strega tu potresti pensare, prende in giro me usando lei come scusa…

Al che lei mi chiede se l’ho mai presa in giro su internet, e io certo che sì, ma tutti post che quando vuoi leggerli te li linko senza problemi…

e ti spiego anche dove non capisci la presa in giro…

ha fatto una faccia ma una faccia… che le ho chiesto se lo potevo dire che le avevo detto!

ha riso e ha detto che finché non dico il suo nome tutto bene…

ah piccola nota lavoro in un azienda con oltre cento dipendenti tra operai e impiegati, e io chiamo collega tutti i dipendenti… indifferentemente se lavorano con me i reparto o meno.

ah… non eravamo in una lunga pausa caffé… i miei colleghi a volte li frequento anche fuori dal lavoro!

giusto per non far capire ai colleghi che eventualmente leggono di chi sto parlando, di streghe e stregoni ce ne stanno parecchi… :Cactus03:

ah io che faccio?

Mi infilo in una scatola e mi spedisco, prima che mi spediscano gli altri!

Lurker e Blog

Allora lurker sarebbe chi legge e non scrive mai.

o perché non vuole o perché non ha tempo, nessuna critica a chi non commenta solo una mia osservazione personale, e una confessione….

nei post e nei forum tendo a rispondere, quasi sempre, ma nei blog, o live journal vado solo a leggere!

sono una lurker dei blog!

Mi spiego, a leggere si fa presto, ma se dovessi commentare tutti i blog o live journal che sbircio poi succederebbe una cosa poco carina.

Non potrei rispondere a tutti, e potrebbe sembrare che a uno o ad un altro io non VOGLIA rispondere.

allora nei blog non commento… lurkeraggio allo stato puro!

quindi prima di dare addosso a chi legge e non scrive… penso a me… che faccio la medesima cosa e taccio!

:Cactus02:

ah

a tutte le persone che leggo, ognuno di voi mi arricchisce, e non faccio la lista…vuoi mai che dimentico qualcuno?

Come mai questo post?
In un sito dove scrivevo mi hanno detto che per dire le mie fesserie mi dovrei aprire un blog, io il blog ce l’ho da parecchio, quindi ho preso un poco delle fesserie scritte mesi fa e messe nel cestino e le ho messe sul mio blog.

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