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L’angolo a sinistra

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Quando ero piccola e mi si doveva insegnare a usare forchetta e coltello avvenne una cosa curiosa.
Non sono mancina sono destrimane, quasi per tutto, con una curiosa eccezione.


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Di santi sui calendari non ce ne sono troppi?

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Il mio San Paganino una volta cadeva al 10 del mese. 
(Ecco come mai l’etichetta A quando la scomunica?)


So di buste paga che venivano e che vengono accreditate a fine mese.
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Dal cortile…

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…alle stelle.
Cose che capitano a scrivere, con la mia nota sintesi, senza filtri su fanbrodo.
E lì tocca sperare che stiano alla larga con gli spilloni.
Molto alla larga. 

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Lo pneumatico

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Oh pare una cosa banale, ma io avevo sempre detto, sbagliando, il pneumatico.
Non chiedetemi di spiegarvi la regola grammaticale che ci sta dietro, ma è corretto dire Lo pneumatico.
Lo so da un po’ ed ho sempre evitato di scrivere frasi in cui mi toccasse inserire gli pneumatici, non fate domande tanto vi risponderei con una barzelletta e non la volete sentire.
Torniamo alla scoperta.
Un po’ come quando scoprii che asciugamani e portafogli non esistono.

Ebbene sì, si dovrebbe scrivere asciugamano e portafoglio anche se plurali.
Eppure quante volte vi capita di dire: guarda che begli asciugamani? (Che bei portafogli… no portafoglio!)
 

Non provatevi a dirmi che capitava solo a me. 

E temo mi ricapiterà ancora anche adesso che lo so, voglio dire tra 26 giorni compio 41 anni, a detta di mia madre parlo da quando non ne avevo nemmeno uno… quanto bene lo sa solo lei, quindi vuole dire che sono quasi 40 anni di continui sbagli. 

E se coi primi tre/cinque/otto… non ti correggono dei plurali sbagliati, li hai oramai acquisiti come parte di te.
Eppure ci sono abitudini che si possono sradicare, cercherò di ricordarmi… mi sforzerò e l’avrò vinta io.
Anche contro lo pneumatico.
Che mi suona malissimo ogni volta che lo sento dire, ma il fatto che suoni male a me non significa poi molto.

La grammatica è una cosa seria. Quasi quanto gli pneumatici.  (Forse un poco meno, ecco)


Ce la ho fatta. ^_^
A fare cosa?
Eh… prima o poi ve lo spiego.

Voi da quali brutte abitudini radicate volete liberarvi?
Non necessariamente inerenti alla grammatica. 


 

In diretta dallo spazio

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 Su twitter ho iniziato a seguire una persona che posta a cadenza regolare foto dallo spazio. 
Non ditemi che devo dirvi chi è?
Ma eravate su marte ultimamente? 
Uhm… no la missione là è prevista per il 2030 più o meno. ^_^

 Oggi seconda sessione di lavoro all’aperto.  
L’acronimo inglese EVA farà anche scappare da ridere, ma sempre meglio di passeggiata eh.
Attività Extra Veicolare… un bel po’ più faticosa di una passeggiata. 



 Qualche giorno fa, dopo la prima uscita, mi sono anche permessa di prendere una foto da lui segnalata che io dal computer vedevo storta e la ho raddrizzata, chi segue dai telefonini e dai tablet deve solo girarli io non posso.


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Trabocchetti linguistici

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In italiano quando non si vuole usare il termine corretto o volgare degli attributi, maschili e femminili, ci si sbizzarrisce.
Chi va dall’ortolano; chi dal pescivendolo; chi dall’entomologo e via così.
Poi uno dice gli equivoci, come scriveva Enzo Biagi*

 Difficile mettere d’accordo un paese in cui quello che al nord si chiama uccello al sud lo chiamano pesce.

E aveva lasciato stare, almeno in quello specifico caso, gli altri sinonimi regionali.
E li lascio stare pure io.
Tranne uno.
Perché siamo in tempo di elezioni.
E ci voleva un post che le tirasse in ballo anche qui sopra.
Ma non troppo.
Quindi casca a fagiuolo il post di qualche tempo fa di Ale[Tredici]
Per cui ci si fa due risate, almeno quelli dotati di senso dell’umorismo penso rideranno, e per le cose serie leggetevi gli altri suoi post, sì il giovane è un po’ più serio di me, o non sarebbe finito segnalato là nella pagina i blog degli altri.
Cosa c’entrano i trabocchetti linguistici del titolo?
Sapete come si svolgevano le votazioni nella Toscana medievale?
Fave bianche e nere**. Bianco per il sì e nero per il no, a seconda di come ci si accordava.
E immagino che quando la votazione non andava, per la parte perdente fosse facile esclamare: “Ma che votazioni della fava!”
Senza rischiare l’accusa di turpiloquio.
Forse. (Se mi legge qualche toscano mi sa che mi fa a strisce, verbali, il post!)

 
Se state pensando che il link a quello specifico post sia una subdola manovra per tirare in ballo qualcuno senza nominarlo qui.
Avreste perfettamente ragione.
Se non avete manco guardato e letto il post di Ale, vi dico una cosa sola: Vergognatevi. 😛

* Ogni tanto tornano le citazioni. (Spero non lo scoprano le sue figlie o io finisco male. Credo.)
** Non chiedetemi come lo ho scoperto, mi rimane giusto un briciolo di dignità.(Dico soltanto che è colpa di mia nonna e delle sue manie televisive, altamente lesive della mia digestione, ma a volte utili.)

Scoperte casuali

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Un sacco di tempo fa avevo segnalato il tema di born free, ora se voi non siete cresciuti a pane e documentari e vedendo Elsa non è colpa mia, mi piaceva un sacco quella musica, pure la parte cantata anche se non ne capivo le parole.
E non è bastato che l’abbiano usata all’interno di un diverso telefilm, e con connotazione negativa, perché smettesse di piacermi.
Quello che ignoravo era che di versioni cantate ce ne fossero diverse.


Io ero rimasta a questa.



E mi era sfuggita quest’altra.




Non sono per niente convinta del finale con le tre tigri a farsi compagnia, per il poco che ne so io dei felini i leoni sono gli unici che fanno branco, ma quelli non venuti su al pane e documentari di sopra che ne sanno?
Mi toccherà chiedere chiarimenti.
Apple ha già fatto sapere che lei non intende fare la spia sulla vita sociale dei suoi cugini.
È una bestiola riservata lei.




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