Le etichette a caso sono quelle del post di oggi. 

Perché ho messo concittadini, ma non lo so mica se chi mi ha ispirato questo post abita nella mia città.
Però è abbastanza probabile. 


Locazione: strade cittadine, un po’ periferiche.
Quando: verso le sei e mezza di sera, in inverno quindi è buio presto.
No, la data precisa non ve la metto, sto sul vago.

Sto tornando a casa a piedi con le borse della spesa, di solito ho chi mi viene a prendere dopo che la ho fatta, cosa molto comoda… la spesa pesa.
Quel periodo lì no.

Breve divagazione, ho alcuni vicini molto gentili a cui mi basterebbe chiedere e mi verrebbero a prendere loro, me lo hanno detto più volte, ma io se non piove preferisco arrangiarmi se non può farlo il mio autista personale  (Mio fratello)

Comunque quella sera sto facendo il rientro a tappe, ogni tanto mi fermo a far riposare le braccia e le sgranchisco un poco – chi non ha visto bene cosa facevo pensa che stia a fare gestacci – e mi guardo intorno.
Ogni tanto incrocio gli sguardi di chi passa in automobile, lo distolgono subito, come temessero che stia per domandare un passaggio.
Però no, non lo faccio e sono pure nella direzione sbagliata per chiederlo, cioè cammino nella direzione giusta per un pedone, vedo le macchine arrivare e non mi arrivano di schiena.
Quando sono nei pressi del ponte della ferrovia, chi è della mia zona sa di cosa parlo gli altri portino pazienza, mi fermo a lungo… guardo il viavai di macchine e mi godo la consapevolezza di essere oltre metà strada, quasi due terzi, verso casa.
E un pensiero gramo mi viene in mente:
“Certo che nessuno che mi ha chiesto se volevo un passaggio, e sì che si vede che ho due borse belle pesanti!”

E mentre mi sto rimettendo in marcia vedo un auto che accosta, dal lato opposto al mio quindi va nella mia direzione, e dal finestrino abbassato una signora mi domanda se voglio uno strappo a casa.
Ci resto di sale.
La telepatia non mi era ancora capitata.
Purtroppo devo declinare l’offerta, sono oramai quasi arrivata e sarebbe più un danno, per la mia schiena, sedermi ed alzarmi nel giro di un minuto che terminare la mia marcia.
Però mi ha fatto troppo ridere che sia bastato pensarlo e il passaggio era arrivato. 



Momenti.