E invece ve lo spiego subito.

Quella moto che vi avevo segnalato la scorsa settimana, nel post precedente, era parcheggiata fuori dall’ufficio postale della mia città; la vedevo spesso e questa volta mi decisi e domandai al proprietario il permesso per farle una fotografia. 


Gli spiegai che durante la mia gita a Trieste ne avevo viste parecchie.
Alcune venivano portate, lucidate di fresco, a fare un casting… sì avete capito bene… delle moto a un casting.
Per una serie tv.
Sì, per quella serie tv. 

Se non sapete di che serie parlo… scorrete un poco gli ultimi post e potreste arrivarci.

Ecco come mai la spiegazione era per l’anno prossimo. (Magari poco prima della messa in onda… per ora la stanno ancora girando)

Ma poi…

… il caso ci mise lo zampino. 
La scorsa settimana anche il protagonista di quella serie tv andò in posta (lui a Trieste però) e lo raccontò.
Magari vi passo pure link della cosa… eccolo era sabato sera, ma ne aveva già parlato anche due giorni prima, di questo non ho link da segnalare.

Io volevo spiegarvela molto più avanti di questa cosa, portandovi a poco con me a Trieste. (E pure altrove!)
E avevo anche il sottotitolo dei post a tema: Lo strano caso del pacco fantasma.

Dove la parola chiave era l’ultima.

Ma la coincidenza della frequentazione simultanea dell’ufficio postale mi rese impossibile tenerla lunga.

Vedevo la Harley e ridevo pensando agli equivoci se qualcuno pensava che la foto l’avessi fatta a Trieste, equivoco in cui non potevano cadere i miei concittadini che quella moto la conoscono bene. (O chi è di Trieste e sa che quello non è il loro ufficio postale)

Dovevo spiegarvelo subito. (Quasi… ho lasciato passare una settimana!) 
Fatto. 


Toc toc toc… scusa solo un attimo.


Che vuoi Enza?

Scusa, ma non credi che potrebbe seccarsi a venire citato in codesta maniera?

Dici Cagliostro?

No, dico il tale per cui stanno le lettere LG… F nelle etichette là sotto.
Guarda che non siete vecchi amici!

Io lo so.
Ho solo avuto il piacere di incontrarlo una volta, con alcuni suoi colleghi dopo uno spettacolo, e anche lo avessi incontrato venti volte… sempre e solo un attore che seguo e di certo non una persona che conosco.
Ci mancherebbe che pensassi il contrario.
Altri invece pare che lo facciano.

Ti riferisci a cosa dice alla fine di questa intervista alla radio? 

Anche.

Ehi… c’è qualcosa che devi dirmi?
Taci va che è meglio. 


Giammai. 
Non mi chiami mica Enza Cosci perché son un personaggio silente. 

Ah… siamo alla dissociazione allora?


Mettila così… il TSO con certi post si avvicina a grandi falcate. 


Passo… e chiudo!


Per ora.
Solo per ora. ^_^
Non illudetevi.


Fetente che sei.

Ma… come… non avevi chiuso? 😛
 




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