… mi era piaciuto.
E lo avevo detto. 
Qui

Ma per il secondo penso di dover scrivere due righe. 

Proprio giusto due. 

Mica per altro, ma quando un coniglio della mia risma legge che si accenna a zampe di coniglio da usare come portafortuna… mi è sceso un brivido lungo la schiena. 
Glom.
 
Se poi nel libro si parla di ricette e io mi aspetto da un momento all’altro che si arrivi a un arrosto non ve lo dico se cuociono o meno un coniglio: pigliatevi il libro e leggetevelo un poco di ansia viene. 😉
 

Poca.
Stavolta le pagine era un po’ più di trecento, mentre nel primo erano quasi trecento, ma scorre via veloce ed è un piacere. (Giusto un po’ di dispiacere che sia terminato come tutti i bei racconti)
Penso che lo rileggerò.

Tra un po’; quando avrò sgranocchiato l’ultima carota… tra una fetta di torta di nocciole e l’altra. 
 
E questa la capiscono solo quelli che si sono già letti:

Insomma a me il primo era piaciuto, ma il secondo… di più. 
      

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