Aspettando una spinta. 
O in attesa di una spinta come mi traduce google traslate.
Non c’era scritto da nessuna parte che l’Alfabeto prevedesse solo parole in italiano, vero? 
Vero!

Non era arrivato nessun suggerimento, ma qualche giorno fa parlando con un’amica è venuto fuori un discorso sul tenere i contatti.
Si parlava di gente che non ti cerca né ti chiama mai e lei si era stufata di essere sempre quella che cerca. 
E a me, che su questo blog mi sono lamentata spesso della stessa cosa e i vecchi lettori lo sanno bene, guardando i bambini che giocavano a pochi passi da noi è uscito un discorso… sulle altalene. 
Per cui a volte ci si stanca di spingere e ci si siede sull’altalena* aspettando che arrivino gli altri a spingerla e a farci divertire un poco.
A volte succede.
E capita che a farlo sia chi non ci aspettavamo, che magari avrebbe le stesse nostre ragioni di lamentarsi della nostra di assenza. 
Altre volte invece il nulla.
Si resta lì e dopo un po’ ci si stufa di aspettare e si va di nuovo a spingere.

Magari sarebbe il caso di andare a spingere solo quelli che non si erano dimenticati di noi e non quelli che non sanno nemmeno che esistiamo fino a che non gli serviamo.
Un po’ di selezione.
Ah sì… grazie spingitori di altalene metaforiche. 
Voi sapete chi siete. ^_^


Per quello l’etichetta parco, anche se sull’altalena non ci sono salita per davvero.
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