Regalare un libro a chi poi ne farà una recensione su un giornale noto.
Un modo come un altro per farsi pubblicità.
Peccato che chi riceve il regalo se scrive per un noto giornale è probabile che abbia uno stipendio, quindi perché non lasciare che se lo comperi e lo recensisca?
Ah, già… magari se lo riceve in regalo non sarà troppo caustico coi difetti del libro in questione.
Chi ci spende dei soldi se trova delle magagne potrebbe non essere troppo bendisposto a passar sopra a delle mancanze, o meglio: ci passa sopra, ma con un tir.

Che sto dicendo?
Sto dicendo che invidiare chi legge un libro prima che esca perché l’autore glielo da in omaggio è un sentimento comprensibile, ma pensate invece alla vostra libertà di poterne dire quello che ne pensate veramente senza che vi dicano: eh, be’ te lo ha regalato per una recensione positiva ovvio che ne parli bene.

Mi ricorda una puntata di Cold Case: meglio che mi attengo ai telefilm ed ai loro personaggi con gli esempi mica che poi si pensi che parlo di qualcuno di reale.
In questa puntata, ambientata negli anni ’50 mi pare, c’era questo DJ che passava in radio solo le canzoni che gli piacevano, nonostante le case discografiche premessero perché mettesse il disco del tale o del tizio, lui niente: metto solo quello che secondo me vale la pena di ascoltare.
 Libertà.

Per chi si stesse domandando come faccio a ricordarmi di una vecchia puntata di un telefilm, vi rassicuro, mi ricordo il dettaglio di sguincio e manco rammento se lui era la vittima o un sospettato.
Però propendo sul versante vittima, forse di qualcuno di una delle case discografiche di sopra, ma non rammento, davvero.
Chissà se qualcuno ricorda meglio di me?

Che c’entra il telefilm col libro citato all’inizio?
Devo ancora comperarlo, non posso fare recensioni di cose che non ho letto, e che forse mai leggerò.

Annunci