A volte ritornano.
Ritorna l’alfabeto… una serie di lettere che danno la stura a post improbabili.
Programmati in anticipo.
Alcuni di mesi, altri solo di settimane.
Magari certi solo di qualche giorno.
Quindi gli eventuali riferimenti a fatti recenti nel momento in cui li leggerete sarà puramente casuale.
E questa sarà l’apertura di ogni singolo post.

Promemoria, mica che ve ne scordaste.
E ora, se non siete scappati tutti, buona lettura.

G come gesti

La comunicazione non verbale è complicata.
Quanto una lingua straniera, infatti ogni lingua ha la propria.
Non esiste un linguaggio dei segni mondiale, si va a nazione.
Ci sono gesti che sono simili, ad esempio il sì mi sembra che sia uguale in Italiano quanto in Inglese. Se non sbaglio. Un movimento del polso con la mano chiusa come se si bussasse.
Ecco… ho terminato la mia conoscenza del linguaggio dei segni.
Conoscevo una persona che comunicava solo gesticolando e io credevo che non riuscisse a parlare, avevo circa sei anni e afferravo quello che intendeva, tipo passami un bicchiere se eravamo a tavola per dire e gli rispondevo come se mi sentisse.
Mi è sempre andata bene che gli parlavo guardandolo in viso e lui leggeva le labbra… ecco ho scoperto solo poi che non ci sentiva. O non me ne sarei nemmeno accorta. Niente battute sulla mia scarsa sveglitudine… avevo sei anni che diamine. ^_^

Perché questo post?
Per ricordarmi di ricordare.
Che c’è gente che viene uccisa per strada da chi prende il gesticolare come una presa in giro.
E questi non avevano sei anni. Quella persona avrebbe rischiato la vita se incrociava quei soggetti. E la cosa mette i brividi.


E questo spiega, almeno a me, come mai in diversi telefilm inseriscano qualcuno che parli col linguaggio dei segni: da Ragionevoli dubbi con Mark Harmon e Marlee Matlin, a CSI e a NCIS… di nuovo Mark Harmon… ops!
(No… non sono fissata. Non poco!)

Che sia la speranza che dove non arriva la scuola con certi arrivino i telefilm… forse, non lo so, magari è solo una coincidenza.


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