A volte ritornano.
Ritorna l’alfabeto… una serie di lettere che danno la stura a post improbabili.
Programmati in anticipo.
Alcuni di mesi, altri solo di settimane.
Magari certi solo di qualche giorno.
Quindi gli eventuali riferimenti a fatti recenti nel momento in cui li leggerete sarà puramente casuale.
E questa sarà l’apertura di ogni singolo post.

Promemoria, mica che ve ne scordaste.
E ora, se non siete scappati tutti, buona lettura.

 W come Woobinda

Un po’ di tempo fa avevo rinfrescato la mia memoria sulle vecchie serie seguite.
Era uno dei post sui… traumi infantili.
Mi ricordavo più di quello che credevo di quel telefilm.
Per esempio mi ricordavo bene che il veterinario aveva un figlio adottivo che era discendente degli aborigeni, non ci feci caso più di tanto, non sapevo niente della storia australiana… di certo non la imparai con la ricerchina della quinta elementare.
Però adesso che ne so un po’ di più… mi viene da pensare che quel telefilm fosse peggio di quello che pensavo io.

Il concetto che passava era che quel ragazzino doveva essere grato a chi lo aveva adottato, almeno così la facevano passare, mica lo spiegavano della generazione rubata.
I figli degli aborigeni che venivano strappati ai loro genitori naturali per farli crescere negli orfanotrofi o nelle missioni dei colonizzatori.

Se c’era della gratitudine era per averlo tirato fuori dall’orfanotrofio e non per l’altro che veniva sottinteso, cioè che fosse meglio venire cresciuti da un bianco che dai propri genitori, nonni e parenti prossimi.

Ma forse ricordo male io.
Dopotutto lo vidi che ero proprio piccola.

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