Mi è stato detto che parlo troppo di twitter sul blog e troppo del blog su twitter.
La mia coda di paglia non ha preso fuoco solo per le forti piogge che ci sono state nei giorni scorsi, c’era ancora troppa umidità in giro per delle fiamme come si deve.
Insomma hanno detto una cosa vera e per tutta risposta scrivo un altro post con twitter come argomento.
Ed anche le giostre.
Il catechismo.
E forse anche qualcos’altro.
Dipende dalla china che prenderà il racconto.
Tutto è iniziato con questo tweet.

 Sì, sono arrivate.
I motociclisti che fanno le prove per la patente dalle mie parti perché il loro piazzale abituale è occupato ne è la prova più evidente, almeno per chi non passa da viale Varallo e le vede per forza di cose.


Giusto per farsi due risate.
Scherza coi fanti e lascia stare i santi con me non ha mai funzionato, se sono davvero santi cosa vuoi che gliene importi se la gente scherza anche con loro?
 
Insomma ad un certo punto sale il mio numero di follower, per colpa del retweet fatto da chi ho menzionato, scapperanno quanto prima appena si accorgeranno chi stanno seguendo, e se non scappano non leggono. Quasi tutti.
Faccio che dare un’occhiata alle interazioni: la pagina twitter dove vedi chi ti retwitta, inserisce nei preferiti o menziona… con la @.

E tra me ed uno di quelli che ha risposto inizia uno scambio.

E termino tra me e i miei follower dando notizia in anteprima dell’arrivo di questo post.

L’altro di cui ho accennato all’inizio?
Oh niente, sta alla categoria figuracce e aspetto il 25 giugno per parlarvene, se non mi seguite su twitter.

Chi mi segue, e legge, lo sa già.
^_^

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