Non sapeva da quanto tempo era chiuso là dentro.
Potevano essere passati pochi giorni o anni interi, al buio senza riferimenti non c’era modo per quantificare quanto era passato da quel pomeriggio di pioggia in cui aveva passeggiato per l’ultima volta tra le vie del quartiere e le villette residenziali.
La stazione era un ricordo lontano.
Non ricordava di essere finito in prigione quel pomeriggio, eppure non c’era altra spiegazione cos’era stata quella se non prigionia?
Poi di nuovo la libertà.
Oh che gioia… saltellare di nuovo in direzione del parco, sperando di poterci far un giro senza pagare dazio.
Il suo amico fiasco lo seguiva passo passo.
Dita agili e svelte facevano cadere i dadi sul cartone e ridevano quando toccava agli altri pagare il passaggio sul loro terreno.
Le casette venivano impilate con perizia.
Erano di nuovo liberi, e non stava nemmeno piovendo.
In parole povere, nei giorni scorsi il mio vecchio* monopoli dimenticato in cantina è stato dato in comodato d’uso ai pargoli del condominio.

Candelabro,Fiasco e gli altri segnaposto si stanno godendo la ritrovata libertà.

Insieme agli imprevisti ed alle probabilità.

*Non fate battute sulla parola vecchio, visto che manco mi avete fatto gli auguri per il mio compleanno la settimana scorsa!

Antipatici.


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