L’altro giorno ho visto questa fotografia mentre girellavo per il web.
Si tratta di un documento dello Stato Pontificio in cui si attesta che il destinatario è stato sbattezzato e pure scomunicato dalla Santa Sede.
A quanto pare basta scrivere una lettera al parroco in cui si dice che si rinuncia ai sacramenti e similia et voilà.
Pochi giorni prima avevo visto lo spettacolo di Marco Paolini su Galileo e mi venne un: “Ma te guarda il caso.”
Poi ho visto questa:

Capite anche voi che avendo sul mio blog un’etichetta che dice: A quando la scomunica?
La tentazione di chiedere il permesso di usare le due foto nel medesimo post era veramente una cosa irresistibile.
No, io non ho fatto la richiesta, anche se alcune cose che dice la sopracitata chiesa, con la minuscola apposta, me ne fanno venire spesso voglia.
Purtroppo per me sono credente e una confessione religiosa varrebbe l’altra dal mio punto di vista, quindi perché incasinarmi per levarmi da questa quando di lati negativi ne hanno tutte? Forse.
Oh… fossi atea il problema non si porrebbe, ma non lo sono a che pro fingermi tale?
E no, non penso che quei fulmini siano una qualche punizione divina per averlo pensato, semplice coincidenza.
Io le ho viste il medesimo giorno, ma le due foto arrivano da persone diverse che le hanno postate in momenti differenti.
Forse non sarebbe male se mettessi anche S.O.M. come etichetta per il post di oggi.
Ma no, un etichetta basta.
Forse a me la scomunica e lo sbattezzo arrivano anche se non ne faccio richiesta. Basta che passa il mio parroco a leggere.
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