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H… muta

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Non so mica se vale per l’alfabeto. Ma un’acca muta è proprio quel che mi esce quando ad aspettarmi a casa c’è la scena che qualcuno ha saputo rendere fin troppo bene.

E no, sapere che il mio non è l’unico felino con una concezione bizzarra della gratitudine non è una gran consolazione.

Vi garantisco che l’espressione beata è la stessa!

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Altra pausa dall’alfabeto

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La fantasia latita parecchio dai titoli lo ammetto.
Ma non sapevo come presentare la cosa.
I lettori di vecchia data magari se lo ricordano che una volta ho accennato a come abusare delle proprie ragioni ti porti automaticamente dalla pare del torto.
Niente link a vecchi post, cercate nelle etichette citazioni o concittadini se siete curiosi.
Il fatto è che meno di un’oretta fa, o erano quasi due il tempo scorre veloce, ho dato l’ennesima conferma dell’assioma. E tutto per colpa della mia maledetta abitudine a non parlare mai a bassa voce, se devo dire a uno o una che è stato stupido mi faccio sentire. (Ok la parola era imbecille, pignoli!)
Dovrei imparare a pensarle solo certe cose, visto che prima o poi trovo quello o quella con poca voglia di beccarsi insulti che mi tira un ceffone.
Va bene se mi picchia è lui o lei che abusa delle sue ragioni, ma il mio torto non cambia.
Se non accetto che un’amica mi dia in tono scherzoso della rimbambita e le faccio una tirata su twitter, poi dovrei guardarmi bene dall’uscirmene con insulti anche più pesanti di quello verso terzi.
Per quanto sulle prime la mia incacchiatura ci poteva stare, sono passata dalla parte del torto in tre secondi netti.
L’antefatto, sulla strada ci sono i segni per i parcheggi diasabili, mia madre parcheggia e un furgone si parcheggia a filo della sua portiera rendendole difficile scendere, a fianco, dove per terra sono segnate quelle strisce trasversali che indicherebbero che non si deve parcheggiare lì.
Io prendo a male parole il tizio, dandogli appunto dell’imbecille.
Questo dice che lì è carico e scarico.
Ed effettivamente davanti ai due posteggi ci sta il cartello di carico scarico, arriva un vigile che fa presente che lo hanno cambiato e non è più posteggio disabili.
Cioè possono parcheggiare, ma gli si possono anche mettere a fianco.
Tolto che in quel caso facevano meglio a dare due mani di nero sul segnale con la carrozina, almeno uno non si sbaglia, però io ho sbagliato a dare dell’imbecille al  tizio.
Ecco… potevo aver ragione a dirgli che secondo me lì non era suo diritto parcheggiare, e fargli ben presente il disegno sul pavé senza scendere nel turpiloquio, che ha fatto modo che tutta la discussione finisse risolta con un: e mi sono pure preso dell’imbecille.
Che se io non lo insultavo, non si sarebbe potuto lagnare di niente, visto che il mio errore era comprensibile.
Però signori della segnalazione stradale, me la spiegate la logica del levare un parcheggio utile?
Sì ne è rimasto un altro con il segnale per disabili, ed è di fianco alle strisce pedonali, dove non si deve assolutamente parcheggiare… anzi… dove non si dovrebbe… è quella la forumla corretta.
Va bene forse è logico, un parcheggio c’è, e l’altro tanto non lo rispettava mai nessuno.
Intendo dire che quando era proibito parcheggiavano lo stesso.
Quindi invece di multare per bene chi parcheggiava dove non doveva che hanno fatto?
Hanno tolto il divieto.
Era più comodo.
Ma non era colpa di quello che si è preso il turpiloquio, nel senso che io non posso sapere se anche prima aveva il vizio di parcheggiare lì o se lo fa solo da… quando hanno cambiato destinazione al parcheggio.
Perché mi secca che parlo a voce alta come ho detto poco sopra?
Perché mi è capitato di prendermi insulti anche peggiori di imbecille, non dal tizio in questione, ma sussurrati a mezza bocca come si dice, e di dover far finta di non aver sentito perché mi dicevano che… loro non avevano detto niente.
Devo imparare a parlare piano.
NO DEVI IMPARARE A NON DIRE PAROLACCE C*****A!
Enza e tu saresti una pessima insegnante lo sai?
Tu impara… l’età ce l’hai!
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