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Una sola candela.

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La settimana scorsa non era la prima volta che andavo al Santuario di Lourdes.
Sono arrivata a casa oggi pomeriggio e avrei quasi pensato di accendere il computer per cancellare il post che avevo programmato.
Ma era tardi.
E visto che era già stato commentato, ciao Zeta ciao Emily, non lo cancello. Fisse mie.

Non sono stata poi così brava a sorridere, anzi ho una mezza idea che il mio post sul navigatore che indicava la meta sbagliata con me ci abbia preso. (NO non avrete mai un MIO reportage sulle mille e mille figurine di mercoledì, e di giovedì!)
Però forse c’erano anche un sacco di persone, genericamente all’interno del Santuario, che forse credevano di essere a quella senza la s in fondo.
Lo dico a causa del gran numero di persone, di ogni nazionalità, che ignorava palesemente l’avviso di silenzio che sta davanti alla grotta.
Io anni fa ricordavo un tale che invitava al silenzio, al massimo si sentiva un sommesso sussurrare tra barellieri con ammalati.

Ora?
Gente che chiacchiera beatamente al telefono manco fosse alla piazza del mercato.
Io so di non essere particolarmente religiosa, e confesso che mi è pure scappato di parlare dove non dovevo, o di scordarmi il telefonino acceso(Mai quest’anno!), ma se mi facevano notare che mi ero scordata dove stavo, in un luogo di culto per migliaia e migliaia di persone, mi scusavo e tacevo.
Ora ma ti guardano con un aria che ti fa pensare che ti stiano per mollare un manrovescio per aver loro fatto cenno di abbassare la voce.

Decisamente non era lo stesso posto da me visitato nel 1992 e nel 1998.
O nel servizio prestato per una settimana nel 2001.
Occasione in cui avevo salutato con la convinzione di non tornarci più, mi sembrava di aver chiuso un ciclo, con TRE visite.
Poi la promessa.
La mia vecchietta che due anni fa guardava con aria commossa le immagini del 150enario alla TV io che mi faccio scappare:”Dai nonna, ti porto per i tuoi novanta!”
Da notare, anche lei ci era già stata, ma una promessa è una promessa, ora siamo sia io che lei a quota tre pellegrinaggi.
E non lo dico più che non ci andrò ancora, è una cosa di cui dubito, ma meglio non mettere paletti.
Che poi vengono scardinati dalle nonne, la mia da gennaio a cadenza regolare mi ricordava che lei quest’anno ne faceva novanta, e io sì nonna lo so… e sapevo bene come mai me lo ricordava, temeva avessi cambiato idea, cosa che spiega come la mia vecchietta* mi conosca bene.

Mia nonna mi ha detto che le è piaciuto essere con me, io sono dell’idea che sia solo frutto dell’affetto nonnesco un tale entusiasmo.
Forse il reportage dovrei farlo fare a lei.
Di sicuro io ne uscirei meglio.

*Ah sulla vecchietta… ho preso il vizio di chiamarla così, risultato c’era chi pensava che fossi una badante irrispettosa… no solo una nipote… irrispettosa!
^_^

Eh… ecco va una delle figurine ve l’ho detta, sognatevi le altre.
Poi magari racconto altro di questa settimana, ma poi.
Il titolo? Forse un giorno ve lo spiego, ma anche no.

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Promesse…

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…da non mancare.

Due anni fa ho fatto una promessa.
Adesso mi toccava mantenerla, non lo faccio quasi mai, mantenere le promesse dico.
Però a questa dovevo.
Non per me, la mia coscienza non rimorderebbe nemmeno di striscio se anche mancassi all’ennesima promessa.
Per mia nonna.

Fatto.
È stata mantenuta, mi è costata… non solo dal punto di vista meramente economico,che comunque ha avuto il suo peso a farmi tentennare sulla messa in pratica!
Lo sforzo di tenere la bocca chiusa.
La semiparesi facciale nel sorridere quando avresti voglia di fare ben altro.
Ma per mia nonna era importante, e visto che io a lei ci tengo, un piccolo sacrificio potevo ben farlo.
Adesso basta però, eh nonna?

^_^

Cosa ho promesso?
Davvero non si capiva del tenore dei post di settimana scorsa?

Capito ora?
No?
Allora ve lo spiego con il prossimo post, che questo l’ho programmato prima di partire.
Spero di essere tornata nel frattempo.
Non si sa mai.
Potrebbe anche essere in panne il pc e in quel caso…niente resoconto.
Lo dico per evitare che qualcuno si preoccupi non vedendo aggiornare.
Mica per altro.

Non penso mi lancino dal treno in corsa.
Spero.
Non sono mica certa di non aver parlato troppo, anzi… un po’ mi conosco e suppongo che non avrò mancato di fare ottime figure del mercoledì a raffica.

Però su quelle non so se ve lo faccio il resoconto.