No, i dieci minuti di gelo non sono stati quando ad un amico, da me paragonato ad Hotch, è venuto in mente di chiedermi se somigliava all’attore che lo interpreta.
Lì sono stati venti minuti di…risate trattenute, da ambo le parti.
Che forse si somigliano solo quando stanno in piedi davanti al water, e non è detto.
Il paragone era sorto in occasione di un episodio, in cui Hotch dà prima una sgridata ad un membro del suo staff, poi a fine puntata va a ringraziare per il lavoro svolto.
Il luogo era diverso, non c’erano incendi in corso, ma la trafila era stata la medesima, strigliata e poi un grazie inaspettato.
E solo quello era il paragone, niente altro… ah sì la medesima propensione alla tirchieria nelle risate e nei sorrisi. Fine paragone, anche perché visto il telefim potrebbe essere pericoloso azzardare altri gemellaggi.

Insomma lì niente gelo.
E che è tutto sto preambolo?

Altra amicizia.
Ma stesso telefilm.
I dieci minuti la strada fatta a piedi da casa sua a casa mia, forse erano anche 15, ma dieci mi suonava meglio.
Per portare una videocassetta, con su un episodio.
“Perchè se ti perdi questo poi non aprezzi il resto, fidati! Devi vederlo!”
“Va bene, ma senza fretta vero?”
“Prima che finisca la quarta serie, fidati!”
“Più lo dici e meno mi fido!”
“Ok, non fidarti guardalo a basta, poi ne parliamo”.

Ecco, il gelo è il freddo preso in quelle camminate, però diamine quante risate.
E no, non mentre vedeva l’episodio, che se lo vede con comodo, no quelle per le ciacole fatte, su tutto.

E che non ho spiegato del paragone.
Quello lo vede con il prossimo episodio.

Sì, i miei amici tengono la pazienza dei santi.
A sopportarmi quando vado in fissa.
Aspettando che passi.

Che episodio era?
Ve lo spiego nel prossimo post sull’argomento. Forse.

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