Bastò un’ora.
Un’ora a dirmi cosa non andava nel mio modo di scrivere.
Un’ora per demolire quel poco di sicurezza in me che potevo avere.
Un’ora per farmi sentire un insetto sotto un microscopio.
Un’ora per dirmi che sapevo far ridere.
Un’ora per precisare che le basi c’erano. Anche se mancava la cultura e si vedeva.
Un’ora per assicurarsi che non mi azzardassi mai a credermi migliore di te.

E devo ringraziarti.
Sì, perchè senza quell’ora di sferzanti critiche e mezze risatine su quello che per me era una cosa un po’ importante, proprio per la mancanza di cultura che avevi colto con abilità degna… di un profiler, insomma senza quell’ora non avrei retto al resto.
A diverse cose che sarebbero arrivate dopo, e stanno arrivando ora.
Com’era il detto? Quello che non ti uccide ti renderà più forte?

Già… grazie. Non sei stato l’unico rinforzo negli anni, ma di certo il più rapido, ti bastò un’ora.
Ad altri occorsero anni.

Se sono più forte oggi rispetto a quell’ora di tanti e tanti anni fa, lo devo anche a te.
L’avevo sempre pensato che le critiche sono infinitamente più utili dei complimenti.
Anche quelle insensate, già perchè trovi sempre qualcosa da analizzare anche in quelle, mentre i vari Oh bello…oh brava… niente.
Non lasciano niente.
Perchè se non viene niente a parte: bello… evidentemente non hai lasciato niente.
E se non hai lasciato niente è meglio che te lo dicano, o ti illudi.
E le illusioni possono essere piacevoli da piccoli, quando è bello credere nelle favole, ma da grandi no perpiacere.
Meglio se non ci raccontiamo fiabe anche da grandi.

A volte è meglio crescere.
Per non dimenticarci di essere stati bambini.
O per essere capaci di fermarsi prima di restituire quell’ora a chi non ha colpa, tranne di essere arrivato dopo.
Anche io devo essere arrivata dopo qualcun’altro, vero?… già mi do al profiling pure io, o forse lo feci anche allora.

Perchè me lo domandai, sai?

Mi chiesi chi fosse stato ad avere la tua di ora.
E chissà se anche a te è successo di pensare che forse ti è servita.
Spero di sì, spero non sia stato solo dolore.
O almeno che adesso sia finito.
 
Perchè questo ora?

Per ricordarmi che non devo più fare quello che ho fatto domenica pomeriggio.

A chi hai passato l’ora?

Lascia perdere. Tanto non la posso cancellare.
Ma posso mettermi un promemoria per non ripetere l’errore.

Ti do proprio il tormento, vero?

Già!