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Chissà poi perchè…

1 commento

…quando mi sentono canticchiare Bianco Natal alcuni miei lettori pigliano un espressione preoccupata.

Oh no, non è perchè sono stonata e stecco alla grande… è altro.

Ci sono due cose che sono inutili al mondo, la seconda è spalare la neve, che ora che hai finito devi già ricominciare.
La prima è accoppare la gente, che sa morire perfettamente per conto proprio.

Hanno letto questa frase, e si sono un filo spaventati delle mie idee sulle nevicate.

Ammetto che fuori del suo contesto è piuttosto inquietante.
Ma che adesso io non possa manco canticchiare in pace!

E poi quello era un motto che mi è stato riferito, a proposito, grazie Cristhian per la dritta, mica ho inventato niente.

Semmai ci ho aggiunto qualcosa di contorno.
E sti qui si spaventano perché pensano che sto meditando il delitto perfetto.
Ed ovviamente vado a scriverlo?

Penseranno che potrebbe essere una tattica, tu lo scrivi per farli stare tranquilli e poi zaccheté.

Senti Enza, quando finiamo la fanfic basta guardare polizieschi.

Non ci credo manco se lo vedo.

Vedrai.

Sai cosa penseranno le tue quattro lettrici? Che con la fanfic vai avanti ad oltranza.

Che si illudano pure, io sono all’ultimo capitolo.

E poi basta polizieschi? Senti… va bene che hai messo l’eticchetta Due Risate, ma esageri.

Sparisci va.

Giusto che se ti sto tra i piedi come fai a scrivere il finale senza il lieto fine?

Sei deleteria pure per l’altro te!

Lo prendo per un complimento.

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Ricette e Racconti

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Ora le due cose paiono avere poco in comune vero?
Uno pensa che diavolo c’entrano le ricette con i racconti?

Ecco a parte che conosco gente che sa raccontare le ricette in modo strepitoso, la a sinistra Cuochi di carta e La gatteria, avete presente che ogni tanto vi mando a guardare a sinistra?

E fatelo, che vi costa?

Però non è a loro che è riferito il titolo.
No è uscito durante una chiacchierata con un amica.
Si lamentava di come avesse passato ore a spignattare per un pranzo ed aver visto il frutto del suo lavoro sparire sotto l’assalto di una banda di locuste in meno di mezz’ora.

Insomma non era soddisfatta, ha decretato che cucinare non le piace.
Io le ho detto che non doveva essere soddisfatta se avessero avanzato qualcosa, a meno che non la pensi come in certi paesi, non ricordo quali sono scusate, dove per educazione si deve lasciare qualcosa nel piatto, per non far pensare che te ne hanno dato poco e vai via con la fame.

Altrove il contrario, se non spazzoli il piatto è spreco, e vuol dire che non ti piaceva… cavolo prima di andare all’estero sarà meglio che ripasso i posti in questione, mica da far figure.

Ops, meglio che torno in tema.

Allora dicevo che cercavo di farle intendere che doveva prendere come un apprezzamento il fatto che avessero mangiato di gusto, e lei se ne esce a domandarmi se quando pubblico uno dei miei racconti(Sì sa delle fanfiction) mi da noia che me ne chiedano subito un’altro, leggendo a razzo quanto scritto.

E mi ha presa in contropiede, perché è maledettamente vero.
Lasciando stare l’ultima che non ho ancora finito ed è normale che chi la legge in corso d’opera mi chieda i capitoli seguenti per sapere come finisce, scema io ad iniziare a pubblicarla senza averla scritta tutta.

Ma quando erano quelle su JAG, e certe erano lunghette, la cosa più antipatica che mi sentivo dire era: Bello, ah quando la prossima?
O addirittura alla fine di una, che da me era stata sottotitolata epilogo visto che era il seguito, e la chiusura di altre due, mi sono sentita chiedere a quando il seguito?
la parola Epilogo non era stata letta evidentemente o non sapeva cosa voleva dire.

Oddio… magari il paragone è insensato.
Magari no.
E poi anche a lei hanno chiesto: a quando il prossimo pranzo?

Per i commentatori dei miei capitoli, esclusa la mia lettrice fantasma che sta pazientemente attendendo di ricevere i finali, a me più mettono fretta… più rallento.
Siete avvisati.

Mentre per gli ospiti al pranzo… ricordatevi prossima volta, mangiate più piano.
E sommergetela di complimenti, o potrebbe vendicarsi prima o poi.
Sì il fatto che per la prossima volta io sia reclutata come aiutante è puramente casuale, alla rischiesta di complimenti… certo come no.

^_^

Braccia rubate all’agricoltura

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Veramente sarebbero al massimo dita, quelle con cui trascrivo l’ennesima citazione.

L’agricoltore che ara il campo senza conoscere il tempo delle piogge perde il frutto della sua fatica e non raccoglie le messe.

Questa forse poteva andare bene una volta.
Ora… sapere quando seminare senza rischiare gelate, grandinate ed alluvioni è quasi un terno al lotto.

Ma mi sa che la citazione non vuole proprio essere letterale.

O no?

Buona settimana.