Un minuto per salutarsi.
Un’abbraccio veloce e via, direzioni e mondi diversi, forse solo per un poco, forse per sempre.
Un’addio o un arrivederci? E chi lo sa.

Un minuto per ritrovarsi.
Incrociarsi alla stazione, coincidenze della vita, arrivare per partire e incontrare chi non si vedeva ne sentiva da anni, ma il treno sta per partire.
Santo blocchetto sempre a portata di mano, ora non perdiamoci di nuovo va bene?

Un minuto di silenzio.
Per tutti quegli incontri mancati e le cose non dette.
Per le cose dette quando sarebbe stato meglio il silenzio.
E per ricordare le risate fatte.

Un minuto per sorridere.
All’idea della faccia che faresti sapendo di finire su un mio post, così senza nome, senza riferimenti, senza luogo o tempo.

Un minuto per piangere.
All’idea che non ci saranno altri sorrisi ad un cavolata detta, o ad una spiegazione su una cavolata scritta, che era divertente il doppio quando dovevo spiegarti da cosa era nata un’idea che l’idea in se.

Un minuto per ringraziarti.
Il tempo che mi ha preso scrivere questo post.

Ah lo sai?
Secondo il contatore oltre il 90% delle visite al mio blog non durano nemmeno un minuto.
Dicevi bene: Passano e fuggono a dita levate.
Però tu leggevi, sempre.
Grazie

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