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Quando mi girano!

2 commenti

Stavo leggendo le lettere a Severgnini, una mi ha fatto arrabbiare e non ho esitato a dirne quattro a chi ha scritto.

Perchè nel suo ragionamento scorda di inserire tutta una serie di variabili.

Ma è un ragionamento che fa male e tanto a chi non ne può avere di bambini.

E non ho saputo star zitta.

Ma quando mai lo faccio?
Appunto!

Correggo il post martedì 24 marzo alle 16.30
Per segnalare una risposta a quella lettera pubblicata oggi su Italians.

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Giorni…

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Ci sono giorni in cui vorresti dire a chi ti siede a fianco di tacere, che tanto non stai nemmeno sentendo quello che dice.

Ci sono giorni in cui è peggio ricevere certe notizie, che non sono mai buone.

Ci sono giorni in cui sapere cosa succede agli altri fa solo male.

Ci sono giorni in cui non saperlo ti assicura la gaffé del secolo.

Ci sono giorni in cui verrebbe voglia di non alzarsi nemmeno dal letto, ma poi lo fai e non lo sai il perché.

Ci sono giorni in cui sarebbe meglio dimenticarsi di tutto e tutti, ma se accadesse ci spaventeremmo.

Ci sono giorni in cui anche il sole che fa capolino da una nuvola, mentre sai che altrove nevica, può farti sorridere.

Ci sono giorni che sono peggio di altri per perdere i propri cari.
(Natale, festività varie… )

Ma la verità è che non ci sono giorni giusti per certe cose, mai.

Ce ne sono solo di più sbagliati.

Caffé

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Su IOL ci sta un angolo dove si possono domandare consigli vari, scherzosi o meno, ma di solito per ironizzare sulle piccole cose che a volte sono un sassolino in una scarpa.

Un piccolo sassettino era la questione zucchero nel caffé.

Carissima Susagna ho un piccolo problema con il galateo.
Sì è verificata un paio di volte, con persone diverse ed a volte erano pure parenti, una situazione curiosa.

Mi veniva offerto il caffé, poi mi si criticava per lo zucchero che ci mettevo.
Due cucchiaini belli pieni.
E mi trattengo a casa ne metto due e un po’… lo so è troppo! Mia nonna se non gliene metto tre mi guarda male che dice che glielo do amaro, ho preso da lei, e no nessuna delle due ha prolemi di diabete, grazie al cielo!

A volte con ironia: Ti piace amaro?
A volte con preoccupazione: Ma ne metti ancora? Guarda che fa male troppo zucchero.
A volte con irritazione evidente: Ma quanto ne metti?

Ora il mio problema è il seguente, meno di due non ce la fo, e a parte la parente, quella irritata, a cui la volta dopo che sono andata a trovarla ho portato un pacco di zucchero, per ridere e non andare a mani vuote, non so come mai non mi avrebbe più invitato da lei

Vorrei sapere come rispondere alle altre tipologie di risposte, l’ironia la capisco sempre dopo e non mi viene subito la risposta adatta, solo per iscritto sono un fulmine(mica vero, ma fate finta di sì) insomma devo rifiutare i caffé per evitare di sentirmi sotto processo per lo zucchero?

Dovrei prima dire: solo se posso metterne tre cucchiaini, poi ne metto due e passo per virtuosa?

O… me infischio e metto lo zucchero che mi pare?

Ah sono casi rari comunque, di norma chi mi offre il caffé sa che mi piace amaro e non si stupisce.

Basta prenderlo una volta con me alla macchinetta per scoprirlo, riempio regolarmente tutte le tacche… mentre altri lo prendono amaro, io dico che compenso

Però davverò non ne posso più di chi prima mi offre un caffé e poi mi fa storie sul dolcificante.

Grazie dei preziosi consigli di bonton che arriveranno!

Affezionata Rusty (Mio nickname IOL)

I consigli sono arrivati, molto divertenti certe risposte.
E ho domandato il permesso di riportarne alcuni.

Risposta al messaggio di rusty del 10/03/2009 – 18:02

Cosa c’é di più chic di un bel “porta zollette” in argento?

Trovati una roba del genere…c’é chi si porta il liquore in giro con la hip flask, chi mette le sigarette nell’apposito cosino e chi si porta le pillole in giro in belle e smaltate scatoline…tu fai un giro in quei negozi di chincaglieria, comprati una scatolina ad hoc e riempila di zollette!

Cosi al momento giusto tiri fuori, e HOP! c’hai lo zucchero che vuoi. Credimi sarà cosi fuori come cosa, da diventare trendy!

(by the way…sai che vendono pure quelle zollettine di zucchero piccine tutte decorate? che chiccccccccheria, ma chere, più stravangante di cosi si muore!)

Tua, Ghiagna

Risposta al messaggio di rusty del 10/03/2009 – 22:16

Mio marito di zollette ne mette tre o quattro. In ******* questo non faceva nessun effetto, ma qui in ****** provoca stupore e anche una certa ilarita’.

Quindi lui ha elaborato la seguente formuletta:
Quando gli chiedono “Quanto zucchero nel caffe’?” lui risponde
“Quanto caffe’ nelle mie quattro zollette di zucchero, intendi dire?”.

Questo elimina tutti i commenti sul nascere.

Risposta al messaggio di rusty del 11/03/2009 – 18:56

Io ne ho due, entrambe di persone a me carissime.
Il primo diceva sorridendo: zucchero? Si 4 sono a dieta…
IL secondo agli sguardi un po’ sconvolti rispondeva con sguardo sconsolato: la vita e’amara…

Ce ne stavano altri, ma penso che come estratto basti così.

E poi ho trovato questa barzelletta, che mi ricordavo di aver sentito da Pistarino quando venne ospite all’Alpaà… fine anni ottanta o primi anni novanta non ricordo!
In tema con un mio post altrove, oggi era giornata!

Palermo, al bar.
Cliente: “Ma che m*****a di caffè è chistu? Amaro
è!”. Barista: “Mischino! Scusasse vossìa, ce lo mittissi subito lo zuccaro!”

Bari, al bar.
Cliente: “Mooo, e ‘ci é? C’sort’ d’café ié cuss? Amar’com’u’fiel’! Chidd’e’mmurt!”. Barista: “Madonn’u’me’, ci’uè da me? E chiapp’ u’zucchr’! vafangùl!”

Napoli, al bar.
Cliente: “Ué, Genna’, e cchess’è nu’cazz’è café!
Senz’o zuccher’rint’!Amar’ comm’a mort’! Maronn’!”. Barista: “Nè,
Peppi’, e m’aggio sbagliato! Mittìt’c o’zuccher’n copp’, ué, scusate,teng’che ‘ffà…”

Roma, al bar.
Cliente: “Ma li mortacci tua! Nun ci’hai messo un c***o de zzucchero! È amaro arabbiato! Ahò! Che, mme stai a cojonà?”.
Barista: ” Ahò, e qua me stanno a ffa’n’casino! Ecchelo, arimetticetelo lo zucchero e nun me rompe’ li’cojoni!”.

Firenze, al bar.
Cliente: “Icché ti gira il boccino, oggi? ‘Un ti sei rihordato punto di zuccherare il caffè? L’è amaro boia, maremma !”.
Barista: “Maiala bona! ‘e mi pareva ‘un ci facessi haso, l’è giusto qui la zuccheriera! Te tu metticelo tutto!”.

Sassari, al bar.
Cliente: “Pattagarrissa ‘e mama rua, su caffé amarrissimo é!”. Barista: “Butturrau, sa capra s’u mangiau! A comprarre lo vaddo!”

Bologna, al bar.
Cliente: “At’vegna un cancher, mo’ ti sei dimenticato lo zucchero? “.
Barista: “Socc’mel, non me n’ero accorto brisa! To’ la zuccheriera!”

Milano, al bar.
Cliente: “Ciula! t’el chi, crapùn! Cuma l’è quel caffè lì? Sensa succaro?”.
Barista: “Uh, la bestia, ciapa chi la sucarera!”

Torino, al bar.
Cliente: “Càspita Umbérto, è un po’ amaro…”.
Barista: “Basta là, me l’avrà spostato un terrone, lo zucchero! Si serva pure, monsù”.

Udine, al bar.
Cliente: “[bestemmia]”. Barista “Ce mût isal?”. Cliente”Al è vonde amâr, [bestemmia]”.
Barista prende una bottiglia dalloscaffale: “Un toc di sgnape par mandailu ju”.

Genova, al bar.
Cliente: “Belìn che caffè amaro, figgieu. Manca lozucchero, besugo!”.
Barista: “L’ha girato bene?”

Chiedo venia ai Genovesi, la barza non è mica mia!

Ah lo zucchero?
Metto quello che mi va e rido in faccia a chi mi prende in giro per quanto ne metto.
Esser grami a qualcosa dovrà ben servire!

Che fai domani? BOh!

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Quando venerdì scorso mi domandavano che avrei fatto nel fine settimana non ho mai mentito.

Mi limitavo a dire BOh, che se uno toglie la H è la targa di Bologna!

Io sabato mi sono fatta un giretto di svariate ore di treno, giusto per esserci alla presentazione del libro di Elasti!

Ce l’ho finalmente fatta, ora posso dire di averla incontrata.

Perchè non lo dicevo chiaro cosa andavo a fare?
Perchè nel corso dei mesi lo avevo detto tante volte che sarei andata, e poi niente, che non volevo di nuovo far la figuraccia di parlare e poi mancare.

Perchè sapevo che a me stare in treno anche per ore in solitudine non pesa, non finché posso tediare il prossimo di papiri via sms.
Perchè volevo esserci e basta.

Unica eccezione ho avvisato un paio di persone che conosco che abitano nei paraggi, che so ci sarebbero rimasti male da una mia gita a Bologna senza avvisare, ma o erano impegnati, o non stavano bene, o non hanno manco risposto.

Premetto che chi non ha manco risposto mi è parso un po’ cafone, ma forse non ha ricevuto la mail; mi spiace per chi non stava bene, spero vada meglio a breve; e chi era impegnato non si preoccupi, prossima volta che scendo in Emilia-Romagna avviso prima.

Buona settimana.

Sudati risparmi perché per non spendere troppo mi sono organizzata con i regionali, tutto bene come coincidenze e cambi, ma sono dovuta scappare via a presentazione appena conclusa… avessi intaccato un pelino di risparmi e preso un biglietto un filo più caro potevo fermarmi di più!

33 euro e rotti contro 11? ma quando mai!
Almeno ho avuto tutto il tempo di leggermi tutto il libro durante il tragitto!

Già… la volpe con l’uva!

La pausa…

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Io lo so che magari ci stava chi aspettava un racconto omerico, quando arriverà capirete di cosa parlo, ma per ora avevo questo in bozze da circa una settimana.

E lo pubblico oggi, prima di ricevere un’altro messaggio in cui mi si domanda che fine ha fatto una cosa.

A presto.

Nei giorni scorsi, e nei prossimi non sarà meglio, ho avuto un po’ di cose da fare.

E per ora ho dovuto scegliere cosa lasciare stare in attesa di tempi migliori.

Una delle cose che ho messo in pausa, lascio che lavorino gli altri che o hanno più tempo o se lo sanno gestire meglio di me, è il forum su JAG che avevo aperto su forumfree.

Ho anche lasciato un avviso per i nuovi che dovessero affacciarsi ora e trovano il deserto.

Può anche essere che resti tutto così, fino a che forumfree non chiude tutto.
Per ora non posso preoccuparmi di questo, e nemmeno lo voglio a dirla tutta.

Se ne riparla più avanti, quanto avanti ancora non so.

Niente grigliate!

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Niente coniglio per cena ieri, o per pranzo oggi, anche se quando ha sentito che cosa stavo ascoltando mi ha lanciato uno sguardo inceneritore.

Ve lo dicevo che vi avvisavo se la scampavo.

E sì ha funzionato, ha colto subito l’antifona ed ha cambiato argomento di conversazione.

Buon fine settimana.

Me lo hai già detto…

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Vi siete mai trovati con qualcuno che ha la pessima abitudine di riprendervi per le stesse cose che fa anche lui?

Dicasi il famoso bue che da del cornuto all’asino.
Io non so come mai il produttore di JAG lo abbia usato quel motto in TUTTE le sue produzioni che ho visto, da Magnum PI a Quantum Leap, ma il senso c’è.

Ecco a me oggi è successo quello.
“Sai tizio una volta…”

“Ah sì, ma guarda che me lo devi aver già raccontato.”

Ora il fatto in se indica solo che ho una pessima memoria a breve termine, ma accidenti, quando questa persona mi spiega per la quindicimilionesima volta come ha perso l’Inter ieri sera mi dite come lo spengo?

Se gli giro la frittata mi accuserà di essere come i bimbi dell’asilo e di non saper resistere a rendere pan per focaccia.
Se faccio finta di nulla, tra poco ricomincia.
Se gli dico che l’ho sputtanato sul blog, finisco nella cronaca nera.
Se gli dico: Taci!

Fa spallucce e tempo mezz’ora rieccolo.

Un momento… potrei mettere su Baglioni e Viva l’Inghilterra, lo so che come interista il mio è autolesionismo, ma potrebbe funzionare come deterrente!

Poi vi dico.
Se sopravvivo!

Che tra Juventini ed Interisti non lo so chi mi mette sullo spiedo prima!

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