Quattordici anni, piove a dirotto, mamma che va da un amica a giocare a carte e io che la seguo, tanto a casa la tv è ad appannaggio del calcio, era domenica e si era ai tempi in cui il calcio lo giocavano solo alla domenica, la tele è accesa anche in casa dell’amica, passa la pubblicità di uno sceneggiato vedo un attore che mi garba assai e dico:

“Uffa stasera quei due per vedere la domenica sportiva, non me lo faranno vedere finire!”

“Ma venite qui.”

Il vhs era lontano a venire, sarebbe arrivato dopo i miei vent’anni, quindi l’idea di vedere finire il film o altro a casa a volte era un’utopia.

Io penso che vedrò la tele con loro che giocano, e invece mi viene aperta la porta che da sul salotto buono, quando per buono intendo che per me a quell’età quello era lusso!

“Ecco così non senti noi e le nostre chiacchiere e te lo gusti per bene!”

Imbarazzo a mille, ma… la tele in cucina era piccolina e si vedeva appena, quella in salotto è…. bhe in confronto alle tele di oggi potrebbe sembrare piccola, ma io me la ricordo immensa e stavo immobile in poltrona con il timore di sgualcire qualcosa.

E nelle domeniche seguenti mi gustai tutte le puntate dello sceneggiato, una dopo l’altra.
Senza l’assillo del:
Io giro!

Ora anni dopo non è che di quelle persone gentili io ricordo solo quello, ci mancherebbe, ma ieri continuava a venirmi in mente.

Se ne sono andati a pochi giorni uno dall’altra, come se il primo avesse controllato che fosse tutto in ordine e chiamato a se il coniuge.

E’ che… quando sono andata al funerale venerdì non immaginavo che a breve ce ne sarebbe stato un altro.

Un’altro pezzettino di vita che finisce nella ghiacciaia dei ricordi, ogni tanto se ne scioglierà un poco e torneranno in mente, come non fossero passati più di vent’anni.

Il resto lo lascio al privato.

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