Nei giorni scorsi ho avuto a casa la prole di uno dei miei cugini.
Le piccole pesti hanno voluto giocare un po’ col pc, li ho lasciati fare tenendoli d’occhio, mi son detta che magari qualcuno mi insegnava ad usarlo sto pc, e non ridete troppo, ma qualcosa ho imparato davvero.

Però una cosa curiosa è successa, hanno trovato una battaglia navale online e ci siamo sfidati un paio di volte, che hanno capito subito che io con le cose troppo complicate non me la cavo, poi che quello che è complicato per me lo capisce anche un bimbo di sei anni, è un altra storia.

Insomma a piazzar le navi ce la faccio, memore di quadratini cancellati in tempi di carta e matita.
Li batto una prima volta, mi chiedono la rivincita, ed è una riperdita.
Non è tattica è…fondoschiena!
Ma ad un certo punto arrivano gli adulti, che io mentre gioco con le pesti mica mi considero parte della categoria, e mi viene detto di non lascarli vincere apposta.

I pargoli fanno notare che son loro quelli che stanno perdendo.
Mio cugino mi domanda come mai io continuo a dire Oh no! Mentre loro ridono come pazzi, se sono io che vinco.

Gli spiego che io mi dispero perchè le sue adorabili pesti ogni volta che io affondo loro una portaerei mi dicono la seguente frase:
“La sopra ci sta il tuo avvocato, vero???”

Sì, le piccole pesti sanno qual’è il mio telefilm preferito e… si regolavano di conseguenza.

Fin li le risate, poi ad un certo punto ad uno dei due viene in mente di chiedersi come mai gli uomini invece di uccidersi con le armi vere non si limitano ad una cosa per finta senza far male a nessuno.

Mi volto sperando di lasciare al padre l’incombenza della spiegazione, ma lui si era allontanato lasciandoci a giocare e non ha sentito la domanda scottante.
Incrocio lo sguardo del bambino che prosegue il suo discorso.
“Te lo domandi anche te, vero?”

Gli faccio solo segno di sì con la testa, ma intanto ho un groppo in gola.
Ma come ho fatto a lasciare che aprissero proprio un gioco di guerra?
Perché adesso anche scrivere i riassunti di un telefilm, mi sa di sporco?
Perché… mi sento in colpa anche se credo di non aver fatto nulla di male?

Saremo rimasti in silenzio trenta secondi, che non sono così veloci a passare come si potrebbe credere.
Poi l’altra peste che pareva non ci badasse è intervenuta.

“Se facessero per finta continuerebbero ad odiarsi per sempre.
Se uno dei due vince e la piantano forse la smettono.”

C’è una logica in quello che la piccola dice, ma io evito di spiegarle che dubito che sia così semplice, ha diritto alla speranza e non intendo levargliela alla sua età!

E mi limito ad un speriamo che la smettano per davvero.
Che mi fa sentire sporca come prima.
Ma le due piccole pesti giocano, con Apple, e ne approfitto per spegnere il computer.
E cerco di non pensarci troppo su.

Facile a dirsi…impossibile a farsi.
Avrei poi detto ai miei cugini che forse quando guardano i Tg dovrebbero star attenti ai pargoli che sono piccole spugnette che assorbono e filtrano tutto quello che sentono.
Mi hanno liquidato con un: te sei troppo delicata…

Io delicata?
In che film? Fantascienza vero?
Già… ricordo certi episodi di star trek che facevano proprio al caso mio!

Ops!
Io e la serietà non ci somigliamo manco di striscio.