Volete pranzare senza correre il rischio che qualcosa vi vada di traverso per il ridere?
Evitate mio fratello.
E la di lui spalla involontaria nelle comiche, me.

Normale pranzo domenicale di famiglia.
Nonna che borbotta che le abbiamo messo troppa roba nel piatto, poi lo spazzola, ma deve lamentarsi, è fisiologico e la ignoriamo.
Per sua comodità mia madre le sminuzza le cose più dure, lei ha deciso che non le va, fa storie.
Mamma si inquieta e le dice che deve solo mandar giù, è già tritato.
Io che in attacco di pignolite mi metto a dire la seguente frase.

“Dai mamma non è vero, un poco in bocca deve masticare, la saliva è quella che fa iniziare il processo digestivo…”

Si sono noiosa come poche…specie quando la mia mamma rompe alla mia nonna, la mia vecchietta non si tocca.

Il fatto è che mio fratello coglie la palla al balzo, che detto di uno che adora il pallone è…tutto dire.

“Quindi poi l’esofago tiene le arringhe, lo stomaco emette la sentenza e per l’appello…”

E li si è fermato, io avevo iniziato a ridere, pure mia nonna, che non ha capito la battuta, ma se diverte i suoi nipoti lei si adegua, io e il mio capocomico diciamo sempre che prima o poi proviamo a ridere mentre stiamo facendo finta di parlare di cose serissime, solo che non abbiamo mai cuore di farlo.

Mia madre che non aveva sentito cosa avevo detto io ci guardava con aria interrogativa.
Ho spiegato.
“Ci sono processi e processi…”

Uff… rileggo e penso che non sia poi così divertente, era l’immediatezza con cui ha colto la parola processo ad aver scatenato il riso.

Ma mettere per iscritto uno dei pranzi di casa, se non si ha il talento narrativo di certi che leggo, non è che venga così bene.
Forse non dovrei dare invio.
Ma no suvvia, prendo regolarmente in giro i miei amici e colleghi e mi faccio problemi a prendermi in giro da sola?

Avanti così.
Finché non capito sul blog di qualche mio collega, amico, conoscente, che prende per i fondelli me, il che mi farà scappare da internet alla velocità della luce.
Forse.

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