Cercavo uno spunto per la definizione di troll… così giusto per scrivere sull’argomento.

Ho trovato un lungo pezzo, è linkato al titolo.
E mentre lo leggevo mi sono chiesta quante volte mi son comportata esattamente come una delle tipologie di troll segnalate li sopra.

Onestamente troppe.
Leggere mi ha fatto proprio male stavolta.

Va be’ mi consolo con la definizione alternativa che ci sta in fondo alla pagina.

Punti di vista alternativi
Anche se unanimemente il “fenomeno troll” è considerato una presenza indesiderabile in un forum o in una comunità virtuale, alcuni affermano che la presenza negativa possa portare comunque conseguenze positive.
Difatti i troll producono in genere un atteggiamento «noi contro loro» dove il “noi” rappresenta tutti quelli che sono contrari all’azione disturbatrice.
Tale atteggiamento risulta utile sia per sminuire il comportamento disturbatore che per rafforzare le tattiche anti-troll consolidando il legame tra tutti gli utenti.

Nella maggior parte dei casi questo ultimo modo di occuparsi di un troll è vantaggioso.
Tuttavia si pone pertinente una domanda: “Che cosa accade se l’unico obiettivo dell’amministratore o di altri è fare tacere le critiche rispetto a problematiche particolari, allo stile del moderatore, alla eventuale pubblicità o porre limiti precostituiti alle discussioni? Giocare la «carta del troll» in questi casi può essere molto efficace.

Molti (forse la maggior parte) dei “trolls„ sono accusati di esserlo da altri partecipanti nel contesto di dispute religiose, politiche o di tipo similare. Viene allora definito “trolling„ il comportamento di un dissidente o di un eretico e spesso in tal modo il vocabolo assume caratteristica di epiteto denigratorio.
In molti casi non è del tutto sbagliato considerare un “troll„ l’amministratore.

Molti dibattiti tra persone con e senza particolari ruoli somigliano ad accalorate liti personali nelle quali ci si aspetta che l’amministratore non venga coinvolto.
Infatti, il possesso di competenze tecniche, avere il potere di ammettere, amministrare, moderare le discussioni ed escludere gli utenti, non comporta necessariamente doti di superiore cultura o di sereno giudizio politico e morale.

Dalla forma del confronto, una persona può essere identificata come troll anche solo perché non concorda con un altro, spesso con chi ha aperto la discussione, e se questi è il moderatore allora c’è il rischio di un abuso.

Come con ogni epiteto denigratorio, chi ha ricevuto l’etichetta può riattribuirla tale e quale; e in ciò si osservano i reciproci tentativi di fare gruppo per resistere collettivamente.
Di solito chi in un gruppo usa tale etichetta contro qualcuno, tende a rappresentarsi come giusto e promotore di una risposta corale.

Vi sono casi nei quali l’accusa di essere un “troll” può essere formulata come scherzo o argomentazione, senza particolari conseguenze ed è questo il caso di una discussione sul fenomeno del “trolling”.




E meno male che non volevo parlare dei troll… mi son data fuoco alla coda di paglia da sola, questo è masochismo!

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