Sono nella mia stanza con la finestra aperta, entra un po’ di aria fresca e il suono della sirena di un ambulanza.
Abito in prossimità dell’ospedale quindi è facile sentirle.
Ma stasera è diverso, ho paura.
Un’amica sta poco bene e tremo all’idea che potrebbe essere per lei.
Non posso farci nulla, l’ho sentita al telefono quando sono rincasata dal lavoro, la richiamerò domani per sapere che sta bene, senza dirle della strana angoscia che mi ha preso.
Un angoscia ridicola, le sento quasi tutte le sere le sirene.

Per fortuna la mia amica non usa il computer, non potrà leggere le mie fesserie.
Le bastano quelle che le dico a voce.

Perché stasera ho paura?
Cosa c’è di diverso?
Facile.
è un anniversario.
Uno dei tanti.
Domani riderò della mia scemottagine.
Domani però in questo momento è lontano.
Il presente può essere un momento lunghissimo.
E mentre scrivo la paura passa.
Perché mentre scrivo mi accorgo che se anche fosse successo qualcosa non potrei farci nulla.
Quindi a che pro stare male?
Per qualcosa che tanto non posso cambiare.
Spegnere il video, mettere la testa sotto il cuscino e convincermi che domani, se per disgrazia fosse capitato qualcosa, non mi sentirò in colpa per questo pensiero.
No non mi sentirò in colpa, magari starò male, ma non sarà senso di colpa.
Ma non sarà accaduto nulla, domani telefonerò e sarà tutto a posto.
Domani.