Non era stata solo una sensazione, quella di averci messo meno…

All’arrivo mi accorgo che ci ho messo ben 5 minuti in meno dell’anno scorso.


Mi riposo e rifocillo nell’Arena dove nel frattempo stanno arrivando quelli che hanno partecipato alla mezza maratona agonistica, degli amici arrivano di poco al di sopra delle due ore, e così posso essere contenta anche per loro.
Qualche sms per far sorridere anche altri con frasi come:

ciao che tempo fa a Milano? Podisti sparsi?

Bé forse ho riso più io che i destinatari degli sms.

E dopo un oretta mi dirigo di nuovo in stazione, per rientrare.

Sul treno che mi riporta a casa succede una cosa molto simpatica, sento il sonno che mi sta cogliendo, non voglio assonnarmi, non sentirei la sveglia del telefonino e invece di scendere a Novara per dirigermi a Borgosesia mi ritroverei a Torino, ma un ragazzo si siede nel sedile di fronte al mio, e si mette a leggere, io di norma son di una timidezza che rasenta l’asocialità; amici schietti dicono che non rasento ma che sono proprio asociale e basta!

Ma stavolta prendo coraggio… non ho scelto il nick name rabb-it solo per prendere in giro un certo capitano, e domando al mio compagno di viaggio dove scende, quando mi dice che scende a Novara gli domando se gli secca chiamarmi quando arriviamo dato che temo di abbiocarmi!

E mi addormento dopo pochi minuti, e il treno non è ancora partito…

Mai dormito tanto bene in treno, di solito son tesa all’idea di non scendere al momento giusto, ma stavolta…. Mi sveglio solo quando siamo già partiti da Magenta, insomma pochi minuti a Novara.
Si era addormentato anche il ragazzo, ma lui la sveglia del telefonino la sente, sorrido e lo ringrazio per la cortesia, confessandogli che ho riposato troppo bene una volta tranquilla di non rimanere sul treno.
Poi io mi dirigo alla mia coincidenza, stavolta tocca a me salutare qualcuno che è arrivato mentre io devo proseguire, un oretta ancora di treno per Borgosesia, stavolta sto sveglia… ed eccovi scritto questo pezzo.

Rabb-it

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