Se il mio primo post non vi è parso abbastanza folle, eccovi il secondo.
Buona lettura.

Cosa faccio in biblioteca? Leggo!

*appendice al diario di bordo

Allora fuori stava piovendo e io non avevo nessuna voglia di stare in appartamento, passeggiare sotto la pioggia è un esperienza già fatta in questa settimana e oggi non mi aggrada di ripeterla, allora eccomi nel mio Paradiso.

Qual è il Paradiso per me?Ma una biblioteca fornitissima.
La mia versione personale dell’Inferno è sempre una biblioteca, ma io non posso leggere.

Prendo appunti per il diario di bordo, e non solo, sento le voci ovattate che giungono dall’esterno; sono al piano terra, si sentono anche le auto che passano nella via, poche per fortuna.

Un interessante articolo sullo squalo Mako attira la mia attenzione, pare che la maggioranza degli squali siano pesci a sangue freddo, mentre lui tiene sangue caliente.
Ed ecco uno dei motivi che ne fa lo squalo più veloce, 50 km orari, e con una gran capacità di spiccare balzi poderosi fuori dall’acqua, fino a sei metri di altezza!Insomma grazie ai suoi 7-10° in più rispetto alla temperatura ambientale, ha un po’ di energia in più da spendere, ma la cosa lo mette anche a rischio, essendo combattivo attira da morire, la sua di morte; i pescatori sportivi,dove sia la sportività lo sanno solo loro, hanno nel mako la loro preda più ambita.

Praticamente se in pescheria prendete del palombo o del pescespada forse state consumando carne di mako, che sta rischiando l’estinzione a causa della caccia indiscriminata.
E sempre a proposito di specie a rischio, la rivista che sto sfogliando mi presenta un mio vecchio amico.

Precisazione d’obbligo: io amo tantissimo i lupi, detestavo le fiabe in cui gli facevano fare una cattiva figura, non mi hanno mai convinta con il fatto che sto bischero se ne andasse in giro per i boschi a papparsi bimbi indifesi.
Ma si sa, il lupo o lo si teme, o lo si difende a spada tratta, in quanto come predatore tiene sotto controllo il numero delle specie erbivore che senza predatori naturali sono a rischio, un cacciatore spara ad un cervo che vede bello etc, un lupo cercherà l’esemplare malato che potrebbe mettere a rischio la specie, ne sanno qualcosa in Trentino-Alto Adige, dove si son visti gli stambecchi decimati lo scorso anno, se invece del cacciatore bipede vi fosse stato il quadrupede all’opera, non sarebbe successo, forse.

Ma sono argomenti che non fanno colpo per i pastori che vedono per alcuni capi abbattuti andare in fumo un anno di lavoro, a causa del lupo, serve a poco dire che se si lasciano le greggi incustodite non è solo il lupo che ne approfitta, leggi sotto la voce cani inselvatichiti, anzi semmai il lupo cercherà di evitare i contatti con l’uomo, appena gli è possibile.

Dopo l’articolo sul lupo che torna un po’ in tutta Europa, ecco un pezzo su un film girato con un vero branco di lupi, non mi piace l’uso degli animali nei film, per quanto possano dire di trattarli bene, a me pare sempre un atto di una crudeltà inaudita, preferisco i cartoni animati.

Non dico di che film si tratta ne la storia, se a qualcuno interessa scommetto che lo trova.

Poveri lupi, di nuovo lo stereotipo del cattivo.
Ma la finiranno mai?

Certo che chi addestra gli animali si difende dicendo che facendo vedere questi film rendono un servizio agli animali selvatici, punti di vista.

Decido di cambiare rivista, questa dopo un inizio promettente mi ha deluso, cose che succedono.

Dando un’altra occhiata alle riviste mi cade lo sguardo su un nome che non so come ho fatto a non notare prima: SCOZIA!

Va bene è un mensile di turismo, ma avrebbero potuto pubblicare il pezzo sulla Scozia il mese scorso o il prossimo e io non l’avrei vista, invece eccola qui, ad Agosto tutta per me e la mia sagra delle coincidenze, sapete bene che se non ci sono me le invento, ma il fatto è che finora ho inventato davvero poco.

Almeno per quel che riguarda un certo tizio di origini scozzesi.
Idee sbagliate sugli scozzesi immaginati come un popolo di minatori e pescatori?No, mai avuto preconcetti.
Popolo di tirchi? Solo nelle barzellette.
Il simbolo della Scozia è il Cardo, fiore che ha un colore indefinito, come certi occhi, la frase a motto sugli stendardi e stemmi è il motto latino: Nemo me impune lacessit, cioè Nessuno mi sfidò impunemente.

Walter Scott scriveva a proposito degli scozzesi, facendolo dire alla protagonista del suo libro My Aunt Margaret’s Mirror:“È risaputo che noi raramente perdoniamo, mai dimentichiamo le ingiurie ricevute, e trasformiamo in culto il nostro risentimento.”

Ovviamente non si deve generalizzare e giudicare solo da un pezzo estrapolato da un libro, ben altre son le doti che hanno fatto grandi gli scozzesi, non fate loro l’insulto di giudicarli solo dagli stereotipi, se non volete abbassarvi al livello di coloro che serbano lo stesso favore a noi italiani.

Altro grande scrittore scozzese, bè come non nominare Sir Arthur Conan Doyle?
Sì il creatore di Sherlock Holmes, egli rimase sconcertato dal successo di quello che era nato come un gioco riprendendo delle doti di un chirurgo conosciuto ad Edimburgo durante gli studi di medicina.
L’editore chiedeva nuove storie, al punto che egli stanco della cosa, il suo animo non amava gli eccessi di fanatismo, decise di far morire il personaggio, ma niente da fare!

Al mondo ci stanno persone che dubitano persino che Holmes sia un personaggio di fantasia.
Forse Conan Doyle non aveva tutti i torti a non essere troppo felice della piega presa dagli eventi, tutti sanno chi è Holmes, ma quanti sanno chi scrisse per lui la prima sceneggiatura?

Un interessante articolo sul tartan, un certo tizio che noi patiti di JAG seguiamo con molta attenzione quando ha celebrato di nuovo il suo matrimonio, perché la prima volta era stato davvero poco romantico a detta della moglie, lo ha fatto indossandone uno, e sì ho sorriso pure io nel vedere le foto.

Ma leggendo il pezzo, mi sono un poco vergognata di avere riso delle altrui tradizioni, ciò che ai miei occhi poteva apparire ridicolo, non lo era per niente.
Altro discorso il tizio che ha disturbato delle manifestazioni sportive con la scusa di inneggiare all’indipendenza della Scozia, quello è solo esibizionismo.

E non mi ha nemmeno fatto sorridere!

Troppe cose da leggere sulla Scozia, non ho tempo per prendere appunti, dalla pecora Dolly clonata a Roslin…dodici km da Edimburgo, ai Templari che narra la leggenda avrebbero nascosto il Sacro Graal proprio nella Rosslyn Chapel, e in chissà quanti altri posti, ma questo è un giornale che per questo mese ci parla della Scozia, e leggende dei Templari ben si sposano con il resto che sto leggendo.

E non si può dire Scozia senza pensare a Wallace, sì il Bravehart di Gibson, con un Drago nello stemma di famiglia!

O Loch Ness, e come non andare a far visita a Nessie?Poi un lato inaspettato, una Glasgow rimessa a nuovo, da una decina di anni nuove costruzioni danno linfa giovane alla seconda città della Scozia, spiacente non sono brava nei riassunti, dico solo che mi è piaciuta assai la seconda rivista, e non solo per i riferimenti che ho trovato tanto per non fare un OT totale della rubrica, anche se la mia richiesta nasce proprio da questo.

Avevo la necessità di raccontare agli amici dell’office tutto quello che mi passa per la mente, ma se lo facessi alla vecchia maniera posterei troppo e non tutti leggerebbero, invece così so che quelli a cui interessa leggono, con tranquillità perché il materiale resta a disposizione all’interno del sito.

Ora mi sono fatta sta paginetta per i cavoli miei ma il link lo do sempre dal sito, anzi dai siti che frequento di solito. L’office appunto, dove stanno le mie fanfic, e IOL, ItaliansOnLine.

Torniamo alle mia letture in biblioteca.
Calcio, anche qui lo trovo!

Tra i Rangers e i Celtics…ma qui non mi dilungo, ho un pessima opinione del calcio in generale e dei tifosi, parlo dei tifosi esagitati non dico certo agli sportivi, ancora peggiore, ma qui sto generalizzando io.

Poi seguono tipici giochi scozzesi, dal lancio del tronco, alle gare di cornamusa, una mia precisazione, massimo rispetto per gli scozzesi e il loro modo di rammentarsi della loro patria sempre e ovunque, ma detesto chi li scimmiotta cimentandosi con cornamuse ed affini solo per moda, pare che oggi amare la cultura celtica faccia tendenza.
no comment.

Ovviamente c’è posto anche per Harry Potter, insomma all’inizio si parla di scrittori, e la Rowling ha una biografia pittoresca, che non vi anticipo, ma il succo è che il maghetto è scozzese!

Torniamo in viaggio ed eccomi nelle Isole Ebridi, e poi a seguire in una specie di cantina per l’invecchiamento dello Scotch Whisky, la prima parola è quella che noi in Italia usiamo anche per chiamare il nastro adesivo, mi sorprende che chi ne fa largo uso, tipo reparti imballaggio come dove lavora la sottoscritta non sia iscritto d’ufficio all’anonima alcolisti, dato che in inglese sarebbe sellotape.

Una foto con i menhir di Stennes, nelle Orcadi, e si esce dal girone alcolico, con una strana sensazione di irrealtà.

Va bene ora esco e vado a farmi un panino, non si deve bere a stomaco vuoto.

Come andare in Scozia e non parlare di castelli, con annesso fantasma?Casper non l’ho visto, ma è l’unico su cui scommetterei.

Una virata stretta e siamo alle Shetland, dove virata sta per ho girato pagina.

E qui finisce la rivista, bé non proprio ci stanno tutte le pagine dei consigli per andarci in Scozia, ma per ora non è nei miei programmi, quando sarà mi darò da fare sapendo già dove reperire un bel po’ di informazioni.

Poi salgo al piano superiore dove sta la biblioteca vera e propria e mi connetto per alcuni minuti ad internet, la regola è due ore a settimana e non più di un ora consecutiva, ossia in due giorni mi son giocata le mie visitine ai siti, va bene ci stanno gli internet point, ma non ci vado, voglio diradare il tempo al pc almeno, in vacanza.

Mando qualche mail, saluto velocemente gli amici dell’office, minacciandoli di nuove pubblicazioni, poverini, e che ho deciso che per quest’anno niente nuove fanfic.

Come ha detto una saggia persona bisogna fare le cose che divertono, e a me, per ora, scrivere fanfic non diverte più.Mi diverto assai di più a leggerne.

Ma la voglia di scrivere, come avrete notato, non mi manca.

Un saluto da un marinaretto vacanziero.

Scritto nell’agosto 2005.pubblicato molto dopo le vacanze, così sento meno nostalgia.